Biagio Cepollaro, Narrazione n.30, 2019 (I Guardiani)

settembre 22, 2019

BiagioCepollaro, Narrazione n.30, 2019 (I Guardiani). Tecnica mista su tela, cm 90 x 65.JPG

Biagio Cepollaro, Narrazione n.30, 2019 (I Guardiani). Tecnica mista su tela, cm 90 x 65

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Biagio Cepollaro, Narrazione n.29,2019 (I Guardiani)

settembre 9, 2019

 

Biagio Cepollaro, Narrazione n.29, 2019. Tecnica mista su tela, cm 90 x 65.jpg

Biagio Cepollaro, Narrazione n.29, 2019. Tecnica mista su tela, cm 90 x 65

Biagio Cepollaro, Narrazione n.28 (I Guardiani)

settembre 1, 2019

Biagio Cepollaro, Narrazione n.28 (I Guardiani). Tecnica mista su tela, cm 90 x 65.JPG

Biagio Cepollaro, Narrazione n.28 (I Guardiani). Tecnica mista su tela, cm 90 x 65

Biagio Cepollaro, Icona n.88, 2019

agosto 27, 2019

Biagio Cepollaro, Incona n. 88. 2019. Tecnica mista su tela, cm 35 x 28.JPG

Biagio Cepollaro, Icona n. 88. 2019. Tecnica mista su tela, cm 35 x 28

Biagio Cepollaro, Narrazione n.27 (I guardiani), 2019

luglio 22, 2019

Biagio Cepolalro, Narrazione n.27 (I Guardiani), 2019.JPG

Biagio Cepollaro, Narrazione n.27 (I Guardiani), 2019

Biagio Cepollaro, Narrazione n.26 (I guardiani), 2019

luglio 11, 2019

Biagio Cepollaro,Narrazione n.26,2019. Tecnica mista su tela, cm 90 x 65.jpg

Biagio Cepollaro, Narrazione n.26, 2019. Tecnica mista su tela, cm 90 x 65

Biagio Cepollaro, Narrazione n.25 (I guardiani), 2019

luglio 3, 2019

Biagio Cepollaro, Narrazione n.25,2019. Tecnica mista su tela, cm 90 x 65.JPG

Biagio Cepollaro, Narrazione n.25,2019. Tecnica mista su tela, cm 90 x 65

Biagio Cepollaro, Icona n.87, 2019

giugno 23, 2019

Biagio Cepollaro, Icona n.87,2019.Tecnica mista su tela, cm 35 x 28.JPG

Biagio Cepollaro, Icona n.87,2019.Tecnica mista su tela, cm 35 x 28

Biagio Cepollaro, Icona n.86, 2019

giugno 23, 2019

Biagio Cepollaro,Icona n.86,2019.Tecnica mista su tela, cm 50x40.JPG

Biagio Cepollaro,  Icona n.86,2019.Tecnica mista su tela, cm 50 x 40

Biagio Cepollaro, Icona n.85, 2019

giugno 19, 2019

Biagio Cepollaro,Icon an.85, 2019.Tecmista su tela, cm 40x30.JPG

Biagio Cepollaro, Icona n.85, 2019.Tecnica mista su tela, cm 40×30

Biagio Cepollaro, Icona n.84, 2019

giugno 19, 2019

Biagio Cepollaro, Icona n.84, 2019.Tecnica mista su tela, cm 40 x 30.JPG

Biagio Cepollaro, Icona n.84,2019. Tecnica mista su tela, cm 40 x 30

Biagio Cepollaro, Narrazione n.24, 2019

giugno 18, 2019

 

Biagio Cepollaro, Narrazione n.24, 2019. Tecnica mista cm 40 x 100.jpg

Biagio Cepollaro, Narrazione n.24, 2019. Tecnica mista su due tele, cm 40 x 100

Inaugurazione della mostra Variazioni dell’aria

febbraio 9, 2019

KEY GALLERY VARIAZIONI DELL’ARIA a cura di Dorino Iemmi 7-20 febbraio 2019

Grazie a tutti coloro che con la loro intensa presenza hanno reso il momento dell’inaugurazione della mostra uno di quei momenti che ti dicono: si, ha proprio senso il cammino fatto fin qui.

 

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Variazioni dell’aria. Comunicato stampa

febbraio 3, 2019

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KEY GALLERY

VARIAZIONI DELL’ARIA

mostra personale di Biagio Cepollaro
dal 7 al 20 Febbraio 2019
Inaugurazione giovedì 7 febbraio H 18.30
curated by Dorino Iemmi
negli spazi di KEY GALLERY via Borsieri 12 Milano

“La pratica quotidiana dell’arte è per me un esercizio di immanenza, una disciplina del qui e dell’ora. E’ in questa pratica che trovo gli insegnamenti muti delle variazioni dell’aria. Per chi come me proviene dal ‘900 questo primo ventennio del nuovo secolo più che promettere un orizzonte pare averlo consumato e negato. La pratica artistica e le relazioni umane in alcuni casi si sono improvvisamente sovraccaricate, a mio avviso, soprattutto di una necessità: trovare una sorta di via minore di salvezza, per così dire, un programma minimo e residuale. Non dunque l’allarme sul presente né un progetto per il futuro. Ma ciò che consegue per le vite concrete di ognuno dall’allarme e dalla nostalgia di futuro”.

#WHO
Biagio Cepollaro (Napoli, 1959) poeta e artista visivo. E’autore, tra l’altro, di due trilogie in versi, De requie et natura (1985‐1997) e Il poema delle qualità (2008‐2017) nonché di un romanzo, La notte dei botti (Miraggi, 2018). E’ stato promotore del Gruppo 93,fondatore della rivista letteraria Baldus (1990‐1996) e teorico del postmoderno critico.
Come artista visivo ha iniziato abbinando ai testi poetici opere pittoriche per poi rendere il gesto pittorico via via più indipendente e autonomo dalla scrittura.
Nel fuoco della scrittura (La Camera verde, Roma, 2008) raccoglie appunto immagini e testi poetici relativi all’omonima mostra di pittura tenutasi presso La Camera verde di Roma nel 2008; Nel fuoco della scrittura è anche il titolo delle sue esposizioni a Napoli (Il filo di Partenope, 2009), a Piacenza (Laboratorio delle Arti, 2009) e a Milano (Archi Gallery, 2009). Da strato a strato, è introdotto da Giovanni Anceschi (La Camera verde, 2009): si tratta di 21 immagini di opere e 21 stanze di un poemetto, oggetto di una mostra all’ Antiquum Oratorium Passionis della Basilica di S. Ambrogio a Milano, 28 gennaio 2010. Nel 2010 esce anche La Cognizione del dolore. Otto tele per Gadda, La Camera verde, Roma. Del 2011 sono le mostre milanesi La materia delle parole, catalogo a cura di Elisabetta Longari, Galleria Ostrakon; L’Intuizione del propizio, Officina Coviello e la collettiva da verso. transizioni arte‐poesia, Accademia di Belle Arti di Brera, ex chiesa S. Carpoforo. Ha curato con Emanuele Magri la rassegna di video poesia Frames e Poiesis nel 2013, Galleria 10.2!, Milano; Mentre il pianeta ruota, è il titolo di una mostra a cura di Fausto Pagliano, Laboratorio Primo aprile, Milano 2013.
Del 2014 è la mostra Le tre vie, Voyelles e Visions, a Torino.
Una certa idea di verde è del 2015 presso la galleria di Napoli, Movimento aperto. Nel 2017 dedica alla memoria di Giuliano Mesa la mostra Piccola fabrica, con una nota di Dorino Iemmi, presso la Libreria popolare di via Tadino a Milano.
#keygallery_milano info@keygallery.eu
http://www.keygallery.eu +39 3669887375

Inaugurazione di Variazioni dell’aria

febbraio 2, 2019

 

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Key Gallery presenta:

Variazioni dell’aria

mostra di pittura di Biagio Cepollaro

dal 7 al 20 Febbraio 2019

inaugurazione giovedì 7 febbraio H 18.30

curated by: Dorino Iemmi

“La pratica quotidiana dell’arte è per me un esercizio di immanenza, una disciplina del qui e dell’ora. E’ in questa pratica che trovo gli insegnamenti muti delle variazioni dell’aria.

Per chi come me proviene dal ‘900 questo primo ventennio del nuovo secolo più che promettere un orizzonte pare averlo consumato e negato. La pratica artistica e le relazioni umane in alcuni casi si sono improvvisamente sovraccaricate, a mio avviso, soprattutto di una necessità: trovare una sorta di via minore di salvezza, per così dire, un programma minimo e residuale. Non dunque l’allarme sul presente né un progetto per il futuro. Ma ciò che consegue per le vite concrete di ognuno dall’allarme e dalla nostalgia di futuro”.

#WHO

Biagio Cepollaro (Napoli, 1959) poeta e artista visivo. E’autore, tra l’altro, di due trilogie in versi, De requie et natura (1985-1997) e Il poema delle qualità (2008-2017) nonché di un romanzo, La notte dei botti (Miraggi, 2018).

E’ stato promotore del Gruppo 93,fondatore della rivista letteraria Baldus (1990-1996) e teorico del postmoderno critico.

Come artista visivo ha iniziato abbinando ai testi poetici opere pittoriche per poi rendere il gesto pittorico via via più indipendente e autonomo dalla scrittura.

Nel fuoco della scrittura (La Camera verde, Roma, 2008) raccoglie appunto immagini e testi poetici relativi all’omonima mostra di pittura tenutasi presso La Camera verde di Roma nel 2008; Nel fuoco della scrittura è anche il titolo delle sue esposizioni a Napoli (Il filo di Partenope, 2009), a Piacenza (Laboratorio delle Arti, 2009) e a Milano (Archi Gallery, 2009).

Da strato a strato, è introdotto da Giovanni Anceschi (La Camera verde, 2009): si tratta di 21 immagini di opere e 21 stanze di un poemetto, oggetto di una mostra  all’ Antiquum Oratorium Passionis della Basilica di S. Ambrogio a Milano, 28 gennaio 2010. Nel 2010 esce anche La Cognizione del dolore. Otto tele per Gadda, La Camera verde, Roma.

Del 2011 sono le mostre milanesi  La materia delle parole, catalogo a cura di Elisabetta Longari, Galleria Ostrakon; L’Intuizione del propizio, Officina Coviello e la collettiva da verso. transizioni arte-poesia, Accademia di Belle Arti di Brera, ex chiesa S. Carpoforo.

Ha curato con Emanuele Magri la rassegna di video poesia Frames e Poiesis nel 2013, Galleria 10.2!, Milano;

Mentre il pianeta ruota, è il titolo di una mostra a cura di Fausto Pagliano, Laboratorio Primo aprile, Milano 2013.

Del 2014 è la mostra Le tre vie, Voyelles e Visions, a Torino.

Una certa idea di verde è del 2015 presso la galleria di Napoli, Movimento aperto. Nel 2017 dedica alla memoria di Giuliano Mesa la mostra Piccola fabrica, con una nota di Dorino Iemmi, presso la Libreria popolare di via Tadino a Milano.

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Variazioni dell’aria. Inaugurazione il 7 febbraio 2019 ore 18,30 Key Gallery Milano

gennaio 30, 2019

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Variazioni dell’aria in mostra dal 7 febbraio 2019

gennaio 26, 2019

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Il 7 febbraio 2019 inauguro a Milano la mostra Variazioni dell’aria presso la Key Gallery di via Borsieri 12 (Isola). La mostra continuerà fino al 21 febbraio.

Dal Catalogo:

La pratica quotidiana dell’arte è per me un esercizio di immanenza, una disciplina del qui e dell’ora. E’ in questa pratica che trovo gli insegnamenti muti delle variazioni dell’aria. Per chi come me proviene dal ‘900 questo primo ventennio del nuovo secolo più che promettere un orizzonte pare averlo consumato e negato. La pratica artistica e le relazioni umane in alcuni casi si sono improvvisamente sovraccaricate, a mio avviso, soprattutto di una necessità: trovare una sorta di via minore di salvezza, per così dire, un programma minimo e residuale. Non dunque l’allarme sul presente né un progetto per il futuro. Ma ciò che consegue per le vite concrete di ognuno dall’allarme e dalla nostalgia di futuro.

Si tratta di una via “minore” perché non aspira più a veicolare lo spirito del tempo ma ne può solo raccontare la sparizione attraverso ferite e lacerazioni. Provvisoria perché indica un modo idiosincrasico di sopravvivere, tra acuta percezione della crisi dell’Occidente e la funzione narcotizzante della comunicazione.

Milano, gennaio 2019

Biagio Cepollaro

Catalogo in pdf della mostra Variazioni dell’aria

gennaio 24, 2019

di Dorino Iemmi

Dal Catalogo:

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Biagio Cepolalro, Icona n,81, 2018. Mista su tela, cm 30 x 20.jpg

Variazioni dell’aria

Personale di Biagio Cepollaro

Se richiesto di giudicare dell’autenticità di un’opera di Biagio Cepollaro non avrei problemi, non mi sottrarrei: se sussistono nella massa pittorica, come sospesi, simboli esoterici, connessioni, diagrammi di flusso; se gli strati sono ripetuti, se vi è ricorso all’impiego di materiali grumosi che sedimentano sulla tela a creare rilievi, si tratta di un’opera autografa. Se richiesto di darne una lettura critica esiterei: perché un’opera d’arte, e massimamente di Cepollaro, non è un teorema, non muove da una tesi da dimostrare logicamente o da un’idea da implementare secondo un mandato dialettico (idea>realizzazione>feedback) dalla cui analisi si può stabilire se la traduzione in opera è più o meno riuscita. Non oggi, non più. Con chiara coscienza dall’espressionismo in poi. Cepollaro va letto in chiave espressionista? Lui si racconta così: ” Per chi come me proviene dal ‘900 questo primo ventennio del nuovo secolo, più che promettere un orizzonte pare averlo consumato e negato. La pratica artistica e le relazioni umane in alcuni casi si sono improvvisamente sovraccaricate, a mio avviso, soprattutto di una necessità: trovare una sorta di via minore di salvezza, per così dire, un programma minimo e residuale. Non dunque l’allarme sul presente né un progetto per il futuro. Ma ciò che consegue per le vie concrete di ognuno dall’allarme e dalla nostalgia del futuro. Minore perché non aspira più a veicolare lo spirito del tempo ma solo può raccontare la sua sparizione attraverso ferite e lacerazioni. Provvisoria perché indica un modo idiosincrasico di sopravvivere, tra acuta percezione della crisi dell’Occidente e la funzione narcotizzante della comunicazione. La pratica quotidiana dell’arte è per me un esercizio di immanenza, una disciplina del qui e ora. E’ in questa pratica che trovo gli insegnamenti muti delle variazioni dell’aria”. Dove l’artista mi sembra dichiari che ciò che la pratica dell’arte procura, con tutto quello che può avere di appagante per lo spirito, rappresenti solo un contentino rispetto al pieno esaudimento del bisogno di salvezza che non l’artista ma l’umanità intera avverte come disperante in questi nostri tempi desolati.

E ciò può suggerire che le variazioni dell’aria siano come affioramenti spontanei dal profondo dell’essere -ma anche procurati, cioè spremuti fuori dall’artista (come tipico dell’operazione espressionista) – di disagi esistenziali, morali, capaci di produrre forme alterate, allucinate, cariche di potenziale emotivo non ancora esploso, ancora discreto ma percepito come una lieve variazione (di direzione?) dell’aria, appunto. O non sarà piuttosto una differenza di pressione indefinibile degli stati d’animo a generare quell’intenso e freddo verde boreale con cui si impongono alla vista quei cerchi e semicerchi misteriosi che ricordano i glifi di Nazca?

Le variazioni dell’aria sono oscillazioni di linguaggio? Perché Cepollaro battezza le sue opere solo e sempre come Icone o Narrazioni? Icone sono le opere chiuse, autosufficienti e Narrazioni quelle che appartengono o possono appartenere a un polittico idealmente infinito? Si allude forse alla bipolarità costituita dal mondo visivo orientale, statico e ripetitivo e da quello dinamico e mutante, per quanto perennemente in crisi, occidentale? Se così fosse non si ravvisa comunque parzialità da parte dell’autore; a meno che non significhi qualcosa il fatto che nel corpo della produzione di Cepollaro le Icone siano più numerose delle Narrazioni.  Tirato in ballo l’artista risponde così: ” Il termine icona è un rimando alla tradizione dell’oggetto cultuale russo ma anche alla reinterpretazione astratta di Malevic. Oggi il termine viene usato come emblema di un ambiente oppure nel linguaggio informatico per indicare un programma o un’applicazione. Incredibile lo slittamento di significato dall’antichità alla postmodernità! Il termine Narrazione sembra alludere allo svolgimento di eventi raccontati più o meno ordinatamente, ma in realtà, per me, si traduce in una sequenza di enigmi discreti, di tracce, di residui, di rovine e deterioramenti, con qualche segno di passato splendore. Una narrazione senza racconto e senza il gusto del frammento. Una narrazione come palinsesto e stratificazione, piuttosto, come futuro ritrovamento”.

Le opere esposte sono 22, si tratta di tele dipinte tra il 2017 e il 2019. Il loro formato varia da un minimo di cm 30×20 ad un massimo di cm 80×180, nel caso di due trittici. La tecnica è mista, dalla tempera legata al tuorlo, all’acrilico, all’olio, allo straccetto imbibito, allo stucco, a colle di diversa natura.

Milano, gennaio 2019

 

 

 

Biagio Cepollaro, Narrazione n.23, 2019

gennaio 22, 2019

biagio cepollaro,narrazione n.23,2019. tecnica mista su tela, complessivi cm 80x180

Biagio Cepollaro, Narrazione n.23, 2019. Tecnica mista su tela, complessivi cm 80 x 180.

Variazioni dell’aria, mostra a Milano dal 7 al 20 febbraio 2019, Key Gallery.

gennaio 13, 2019

 

Il 7 febbraio 2019 inauguro a Milano la mostra Variazioni dell’aria presso la Key Gallery di via Borsieri 12 (Isola). Comincio a dirlo con un video. La mostra continuerà fino al 20 febbraio.

Dal Catalogo:

La pratica quotidiana dell’arte è per me un esercizio di immanenza, una disciplina del qui e dell’ora. E’ in questa pratica che trovo gli insegnamenti muti delle variazioni dell’aria. Per chi come me proviene dal ‘900 questo primo ventennio del nuovo secolo più che promettere un orizzonte pare averlo consumato e negato. La pratica artistica e le relazioni umane in alcuni casi si sono improvvisamente sovraccaricate, a mio avviso, soprattutto di una necessità: trovare una sorta di via minore di salvezza, per così dire, un programma minimo e residuale. Non dunque l’allarme sul presente né un progetto per il futuro. Ma ciò che consegue per le vite concrete di ognuno dall’allarme e dalla nostalgia di futuro.

Si tratta di una via “minore” perché non aspira più a veicolare lo spirito del tempo ma ne può solo raccontare la sparizione attraverso ferite e lacerazioni. Provvisoria perché indica un modo idiosincrasico di sopravvivere, tra acuta percezione della crisi dell’Occidente e la funzione narcotizzante della comunicazione.

Milano, gennaio 2019

Biagio Cepollaro

Biagio Cepollaro, Narrazione n.22, 2019

gennaio 12, 2019

Biagio Cepollaro,Narrazione n.22,2019.Tecnica mista su tela, complessivi cm 80 x 120.JPG

Biagio Cepollaro, Narrazione n.22, 2019. Tecnica mista su due tele, complessivi cm 80 x 120.

Biagio Cepollaro, Narrazione n.21

gennaio 6, 2019

Biagio Cepollaro,Narrazione n.21,2019.JPG

Biagio Cepollaro,Narrazione n.21,2019.Tecnica mista su due tele.Complessivi cm 70 x 100

Biagio Cepollaro,Narrazione n.20, 2019

gennaio 4, 2019

Biagio Cepollaro, Narrazione n.20,2019.jpg

Narrazione n.20,2019. Tecnica mista su tre tele, complessivi cm 80 x 180.

 

 

Biagio Cepollaro. Narrazione n.19, 2018

dicembre 29, 2018

Biagio Cepollaro, Narrazione N.19,2018.Tecnica mista su tela cm 100 X 70.JPG

Biagio Cepollaro, Narrazione N.19,2018.Tecnica mista su tela cm 100 X 70.

Biagio Cepollaro, Icona n.82, 2018

dicembre 16, 2018

 

Biagio Cepollaro,Icona n.82,2018. Mista su tela, cm 40 x 30.JPG

Biagio Cepollaro, Icona n.82, 2018. Tecnica mista su tela, cm 40 x 30