Il fuoco di Cepollaro dalla poesia alla pittura

Dalla poesia alla pittura lungo la via della tecnologia digitale. Può riassumersi così la vicenda artistica del napomilanese Biagio Cepollaro, protagonista di una personale dal titolo «Nel fuoco della scrittura nello spazio Il Filo di Partenope (via della Sapienza 4, tel. 081.295922).

Ospite di Alberto D’Angelo e Lina Marigliano, Cepollaro lavora sull’ibridazione tra le tecnologie digitali e le tecniche pittoriche più tradizionali, elaborando lavori in cui esprime al meglio lo spirito del meraviglioso mondo creato dai due editori artigiani dove arte e letteratura viaggiano insieme spaziando, appunto, tra arte, libri e poesia.

In esposizione, introdotte da uno scritto di Mariano Baino, circa 40 di opere di varia dimensione di cui due tecniche miste su tavoletta di legno e, per il resto, tutte tele cartonate lavorate dapprima allo scanner e poi completate con interventi di pittura tradizionale. Partendo dalla rielaborazione allo scanner di immagini e oggetti preesistenti, si giunge ad un perfezionamento del lavoro con l’uso di pastelli, inchiostri, oli e l’inserimento di scritte e frasi poetiche d’uso puramente strumentale all’estetica delle composizione stesse.

Due le serie in rassegna, una, dedicata al «Tamburo di Shiva», l’altra a «I due serpenti»: la prima si riferisce al cosmo che rinasce continuamente, la seconda guarda al culto occidentale legato al caduceo di Hermes ma si riferisce pure alla bipolarità della cultura orientale nel binomio yin e yang. «Lavoro per entrambe allo stesso modo, spiega l’autore, focalizzandomi su temi archetipici come la freccia e la clessidra, su segni alchemici come quello dello zolfo, su oggetti comuni come una matassina del cotone piuttosto che una forma d’alluminio per tartine, guardo alla circolarità tra il digitale ed il manuale che per me diventano solo due differenti momenti di un solo stato, quello della materia, oggetto del mio interesse artistico».

Docente di storia e filosofìa, dopo anni di intenso impegno poetico, a metà degli anni ’80, poi la stesura della trilogia «De requie et Natura» (poema sulla natura artificiale dei paesaggi metropolitani e dei molteplici linguaggi compresenti che l’attraversano), attualmente Biagio Cepollaro si concentra sulle arti visive.

 

Paola de Ciuceis, Il Mattino di Napoli, 15 gennaio 2009

Tag: , , , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: