Archive for the ‘CATALOGHI’ Category

Catalogo per Piccola Fabrica. Nota di Dorino Iemmi

settembre 14, 2017

Biagio Cepollaro, Piccola Fabrica, mostra di pittura nell’ambito di Tu se sai dire dillo

VI edizione 2017, con una nota di Dorino Iemmi.

Libreria Popolare di via Tadino, 5 ottobre, Milano.

Nota critica di Dorino Iemmi:

Se sai dipingere, dipingi
Il nuovo ciclo di opere di Biagio Cepollaro in mostra alla Libreria Popolare di Via Tadino annuncia una svolta espressiva, se pur ancora trattenuta. Se nei precedenti cicli è sempre presente l’evocazione della scrittura, sia come valore grafico in sé sia come contrassegno della sua pratica parallela di poeta, qui la pittura si fa autonoma, nel senso che tendono a sparire gli indizi allusivi, i contenuti traslati. Ora assistiamo a una immersione, non ancora totale, negli impasti, nei grumi della materia dove le parole e la loro simbologia si arrestano per lasciare campo al puro piacere del dipingere, del fare. Poiché questo esito si colloca temporalmente in concomitanza di un periodo di vicissitudini, siamo propensi a credere al sussistere di una relazione fra la prostrazione, il bisogno di fugarla, e la disposizione a produrre nuove forme. Biagio non segue mode, non le ha mai seguite, egli scava nel vissuto. Se il vissuto sterza, anche le abitudini più confortevoli – fra queste annovero soprattutto quelle di raggiunta cifra personale – vengono investite e ciò, per un artista, si traduce in nuovo fervore di ricerca.
Persistono come sospesi nella massa pittorica simboli esoterici, connessioni, diagrammi di flusso ascrivibili a un retaggio estetico ancora agente. La loro eliminazione costituirebbe un salto più radicale ma comporterebbe una perdita di peculiarità. Questo intendo per annuncio, per immersione controllata. Le pratiche da pittore-pittore, fatte di imprimiture, di substrati, di stesure ripetute, di graffi che producono belle cicatrici, non perdono, del resto, di carica sensuale, a dispetto della continuità iconologica che si palesa anche nei titoli delle opere (Icona n.73, Narrazione n.11 ecc.). Sta di fatto che ci troviamo di fronte a opere dove il contenuto extra-pittorico, ultravisivo, si fa pretesto di una espressione che è febbrilmente fine a se stessa, come mai in precedenza. Permangono le predilezioni, i tic, le tracce di oro e argento che sappiamo rappresentare l’attrazione per i testi miniati e poi quadrilateri irregolari di un bianco sporco, connessi fra loro o galleggianti, che forse alludono a fogli di scrittura e poi sfere, ellissoidi risolti plasticamente dal rilievo dato dal trasparire contornante del fondo calcinato dell’ocra. E poi ancora forme allucinate, che spiccano sulla superficie bianca del secondo fondo, molto lavorata, acrilica e diseguale di timbro, che citano la contingenza personale. Secondo un corso che ha già determinato, in poesia, la nascita di opere come “Le Qualità”, “La curva del giorno”, “Scribeide” e “Luna persciente”.
La tabula non è rasa, dicevo. Ma perché dovrebbe esserlo? Biagio è innanzitutto artista figurativo. Qui raggiunge una soglia oltre la quale c’è la negazione della figura, c’è l’informale europeo di un Fautrier. La sua figuralità, planare e proiettiva, è così consapevolmente personale e stigmatica che non ammette (fino a quando?) apostasie. Messa però alla prova da un interesse insolito per i volumi. Ne sono traccia le sporgenze di detriti disseminati nella distesa bianca come indicatori di un possibile sviluppo tridimensionale, oltre che essere simboli di depositi esistenziali sofferti.
Le opere in mostra sono 11, dal titolo, tutte, Icona n. oppure Narrazione n. La tecnica è mista, dalla tempera legata al tuorlo, all’acrilico, allo straccetto imbibito, allo stucco, a colle di diversa natura. Le dimensioni sono varie: vanno dalle più piccole di 30×20 cm alle più grandi di 90×60 cm.

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Biagio Cepollaro, Una certa idea e pratica di verde. In preparazione della mostra al Movimento Aperto,Napoli

ottobre 22, 2015

Biagio Cepollaro, Una certa idea e pratica di verde, 2015.

In preparazione della mostra a Napoli

Si tratta di una mostra che comprende 19 opere che si inaugura sabato il 21 novembre 2015 a Napoli, presso lo spazio di Ilia Tufano, Movimento Aperto, in via Duomo 290/C. La cura è di Eugenio Lucrezi , estensore del testo critico.
Il titolo dice come è nato questo ciclo di opere: dalla casuale mescolanza tra il pigmento bruno scuro di Kassel con il giallo primario ad olio. Tutto il resto che ne è seguito lo vedo come un leggero e gioioso corollario di questo felice, quanto imprevisto, incontro tra due materie.


Una certa idea e pratica del verde

di Eugenio Lucrezi

Biagio Cepollaro è poeta da sempre, artista visivo da meno di un decennio. Le due attività si iscrivono tuttavia in un solo percorso, che è quello del lavoro iconopoietico delle origini, certificato da Aristotele nella Poetica e praticato dai folti eserciti dei pittori e dei poeti, schierati nel volgere dei secoli, gli uni al fianco degli altri, sotto le insegne della mimesi e della produzione di figure. Finito quel tempo, che ha visto la pittura e la letteratura, nonché la musica, variamente sbizzarrirsi nel riprodurre gli speculari paesaggi della natura e dell’interiorità, è arrivata la modernità, segnata dall’arretramento del soggetto e dalla destituzione dell’Io psichico; la cui possanza è stata rapidamente sopravanzata e annichilita dall’onda irrefrenabile della vociferazione globale, estatico trionfo e insieme messa funebre dell’anomalia umana. A fronte di tale frastuono, sta e tace il Vuoto centrale della Cosa impossibile e reale (Lacan), attorno al quale organizza gli attrezzi l’artista contemporaneo, depositario del lascito delle Poetiche dello Stile che fu: eredità di senso indefinito e indecidibile, che per rarefazione dei contesti e in disseminazione sporadica si fa spazio – regno – del significante. Che più non è luogo di emanazione dei significati a venire, ma segno opaco e splendente che nella fuga dei tempi si è lasciato alle spalle quelli trascorsi.
Che fa dunque un poeta che si vuole pittore nell’era della fine della raffigurazione e del tramonto dello Stile? Cepollaro non si dimentica della Storia, ne abita le macerie e riparte, appunto, dalla catastrofe del senso. Nella sua pratica scrittoria ha sperimentato − nelle redazioni delle più importanti riviste dell’avanguardia, da Altri termini a Baldus; nel lavoro teorico svolto con i sodali del Gruppo 93 − gli ambiti di praticabilità del discorso letterario. Oggi, tra partita persa dell’umano e partito preso delle cose (Ponge), posiziona il suo fare pittorico in prossimità della Cosa muta ed opaca, significante che può di nuovo parlare, emanare senso, proprio per forza di levare, in virtù d’esautoramento della possanza dell’artefice. Una certa idea e pratica del verde è il racconto di questa esperienza, nella quale il pensare e l’agire artistico si trovano a coincidere: nell’avvicinamento accurato ai materiali da conoscere; nell’energia dell’interazione che mira a trasformarli. Ne sortiscono scritture che non tengono a mente il significato, e campi di colore che mutamente brillano. Le opere in mostra sono su tela, talvolta con pannelli telati applicati, talvolta con carta o con garza incollata. I materiali utilizzati sono il cemento, quasi sempre con pasta colla, talvolta l’acrilico, più spesso tempere al tuorlo d’uovo approntate dall’artista con pigmenti, secondo le antiche ricette del Cennini. Il colore a olio è impiegato in misura più modesta. Le superfici vengono incise, graffiate e iscritte con spatole dentate, taglierini e altri attrezzi.
Il verde del titolo risulta dalla combinazione della tempera costruita con i pigmenti del bruno scuro di Kassel con il giallo primario ad olio: la mescola dà quel verde brillante in alcuni tratti. Intorno a questo processo che origina il verde gira il maggior numero dei lavori: la cura della Cosa impossibile può toglierle mutezza; il segno opaco può farsi splendente.

Biagio Cepollaro Mentre il pianeta ruota Mostra di pittura a Milano, 2 ottobre 2013

settembre 14, 2013

Tu se sai dire dillo 2013

Biagio Cepollaro

Mentre il pianeta ruota

Mostra di pittura

A cura di Fausto Pagliano

con una nota di Italo Testa

Laboratorio 1 aprile via Nicola d’Apulia 12 Milano

2 ottobre  2013

mercoledì ore 18.30

La mostra di Biagio Cepollaro, dal titolo  Mentre il pianeta ruota , s’inserisce all’interno della rassegna dedicata a Giuliano Mesa  Tu se sai dire dillo,  quest’anno alla sua seconda edizione e promossa oltre che dalla Galleria Ostrakon, dal Laboratorio 1 aprile  e dalla Libreria popolare di via Tadino.

La selezione di opere realizzate tra il 2011 e il 2013 è opera di Fausto Pagliano che guida il Laboratorio di pittura 1 aprile. Il titolo della mostra è tratto da una poesia di Cepollaro che costituisce il nuovo work in progress:

il corpo dorme per rigenerare in sé e da sé

gli umori parlanti: saranno liquide le frasi

di giubilo liquidi i richiami e le invocazioni

il corpo fa del sonno una pausa intensamente

viva all’interno della vita mentre il pianeta ruota

Italo Testa da Al gioco delle cose:

Queste opere sono esse stesse la figurazione di una scrittura riassorbita nel mondo, del ritornare delle parole al loro contesto. Del loro essere riesperite a partire non da un fatto di lingua, ma dalla loro stessa azione fisica e materica. Del loro iscriversi nella nudità dell’esistere, nel contesto della vita propria – la vita che ci rappresentiamo – e insieme di una vita più ampia, anonima, di un universo a-verbale che scorre continuamente sotto di noi.

Così la pittura di Cepollaro è la messa in opera di questo attraversamento dei segni per andare oltre i segni, di una pratica artistica non auto conclusa, ma fondamentalmente eteronoma, che cerca la sua legge in quel continuum della vita che qui e ora può sempre esser riafferrata nella sua novità.

Non sono parole, dunque, ma ancora con parole innestate in una vita più vasta. Non arte per se stessa, ma ancora opera artistica, perché

[…] ancora

si scrive e si pensa

ancora si fa arte

ma da un’altra parte (Lavoro da fare)

E perché in fondo

[…] senso vivo all’arte

l’avrebbe dato il resto (Versi nuovi)

Di questa pratica l’opera pittorica di Cepollaro è una messa in opera, la figurazione di una idea poetica che continua oltre le parole e i segni, senza per ciò stesso annullarli, inchiodarli al silenzio, ma piuttosto inquadrandoli da un punto di vista in cui essi diventano tracce di un nostro stare materialmente esposti al mondo, “tracce scure o lucenti di un fuoco”, perché i segni e le parole possano stare finalmente “al gioco delle cose”.

http://www.scribd.com/doc/166428595/Biagio-Cepollaro-Catalogo-della-mostra-Mentre-il-pianeta-ruota-2013

Biagio Cepollaro, La materia delle parole. Inaugurazione il 20 gennaio 2011,ore 18.30, Galleria Ostrakon,via Pastrengo 15, Milano

gennaio 9, 2011

catalogo della mostra

Catalogo della mostra di Biagio Cepollaro,La materia delle parole, Galleria Ostrakon, 2011

Biagio Cepollaro, Inaugurazione della mostra La materia delle parole, 20 gennaio- 5 febbraio 2011, ore 18.30.

Galleria Ostrakon, via Pastrengo 15, Milano.

Catalogo introdotto da Elisabetta Longari.

Dal Catalogo:

Elisabetta Longari

La ritmica di Biagio Cepollaro

Se la poesia è principalmente questione di ritmo, anche per lo sguardo, come tra i primi ha indicato Mallarmé, allora questa pittura di Cepollaro non è che la forma che la sua poesia ha assunto attualmente.Sulle superfici galleggiano isole di testo come fogli o timbri, mentre “viaggiano” parole ridotte a tracce di energia di un corpo che respira sente scrive; ma sono soprattutto le pause che ne scandiscono il senso come il montaggio in un film. La poesia, la scrittura e le parole, allontanatesi dal problema del significato, portano nel corpo di ciò che costituzionalmente sono (e che la semiotica ci ha insegnato a designare come significante) una meteorologia irta di aperture e collassi.I colori svolgono comunque una parte considerevole, sprigionando effetti stranianti: anche se vicini ai primari, sono colori “scomodi”, non pacificati, a volte perfino sulla soglia dello stridore. Figli di un evidente tramestio cui Cepollaro sottopone i materiali più vari.Rosso, nero e giallo-oro evocano sigilli e ceralacche, mentre i formati a volte richiamano il rotolo orientale, senza però mai portare un senso di precarietà e leggerezza; anzi i lavori presentano una durezza un po’ ostica, un effetto pietrificato, come tavole scritte in un enigmatico linguaggio di cui si è perdutala memoria. Niente stele di Rosetta, solamente si susseguono strati su strati, e le parole indistinte formano un brusio sommesso. Suoni. Voci. Timbri. Toni. Non è questa poesia?

I titoli, brevi, hanno per lo più a che vedere con la scrittura e con la letteratura (si veda il recente ciclo La cognizione del dolore, ispirato a Gadda); altrimenti spesso coincidono, o semplicemente incominciano, con un verbo all’infinito (ad esempio Incombere, Squadernare, Redimere il nero). I titoli dei dipinti di Cepollaro contengono quindi a volte l’idea di un’azione che ne sottolinea il valore fenomenologico; però invece sempre portano un’ombra, un rischio.‘Le opere d’arte sono sempre il frutto dell’essere stati in pericolo‘, scriveva Rilke, che se non erro era un poeta…

Biagio Cepollaro,Trittico di novembre,2010

Biagio Cepollaro,Trittico di novembre,2010.Tecnica mista su tre tele, cm 100 x 210.

 
 
Biagio Cepollaro: a proposito della mostra  La materia delle parole

 

Avendo scritto poesie per trent’anni ho considerato le parole soprattutto come delle sonde per l’esplorazione del senso. Il suono, l’immagine che nella mente scorre, la disposizione grafica sulla pagina: il gioco della poesia si svolge nel continuo rimando tra immagine, suono e senso. Ma cosa accade quando è proprio la materia della parola a presentarsi in primo piano, nell’oblio del significato, nella sparizione del suono? La parola che s’incarna nella materia è diventata già una traccia di un pensiero: i suoi contorni non appartengono più all’invisibilità delle idee ma al sensibile delle materie. La parola diventa cosa tra cose, un pezzo di muro e di mondo, una superficie rugosa iscritta. Queste tracce concrete del pensiero sono come voci semisepolte nelle cose. Sono le parole guardate da fuori, senza la complicità del senso. Così ho costruito i miei fondi con le tempere all’uovo: fabbricarsi i colori è come inventare una propria grammatica. E poi, con questo bagaglio di memoria, ho provato ad incontrare le materie della città ho provato a piegarle a questo mio disegno: il cemento sulla tela, come l’intonaco minerale, come il catrame o il gesso. Il mordente per legno l’ho utilizzato come inchiostro. Sopra e dentro queste superfici graffiate ho fatto serpeggiare e restare i frammenti di versi che in quello stesso momento stavano venendo alla luce, nel dialogo col fondo e con la sua resistenza. 

 

 

Biagio Cepollaro, La Cognizione del dolore, La Camera verde, 2010. Inaugurazione 16 ottobre 2010

ottobre 9, 2010

Biagio Cepollaro, La Cognizione del dolore (Otto tele per Gadda).

Video Catalogo.Inaugurazione della mostra e presentazione del libro.

La Camera verde Edizioni.16 ottobre 2010

E’ una lettura-riscrittura riflessiva sui temi de La Cognizione del dolore di Gadda che accompagna la realizzazione di otto tele sullo stesso tema con l’utilizzo di varie tecniche. La Camera verde Editore ha realizzato un libro nel 2010 con tutte le immagini e con il testo integrale, articolato in ventuno lasse. Il libro appartiene alla collana Calliope. 

lacameraverde@tiscalinet.it  Cell. 340 5263877

 La Camera verde, via Miani 20, Roma

Foto di Michele Zaffarano della mostra Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis, Basilica di S.Ambrogio

febbraio 3, 2010
Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010
Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

 

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Nella foto: Andrea Semerano e Matias Guerra

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

 

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Mostra di Biagio Cepollaro Da strato a strato- Antiquum Oratorium Passionis-Basilica S.Ambrogio- 2010

Nella foto, di spalle: Giancarlo Majorino e Cosimo Mero

Biagio Cepollaro e Giovanni Anceschi: presentazione di Da strato a strato a S.Ambrogio

Biagio Cepollaro e Giovanni Anceschi: presentazione di Da strato a strato a S.Ambrogio

Biagio Cepollaro. Inaugurazione della mostra Da strato a strato-Basilica di S.Ambrogio-2010

Biagio Cepollaro. Inaugurazione della mostra Da strato a strato-Basilica di S.Ambrogio-2010

Video Catalogo della mostra di Biagio Cepollaro all’Oratorio della Passione-Basilica di S.Ambrogio a Milano

gennaio 22, 2010

Video Catalogo della mostra Da strato a strato di Biagio Cepollaro
Antiquum Oratorium Passionis
Basilica di S.Ambrogio Milano
28-31 gennaio 2010
Immagini
di Biagio Cepollaro
Versi tratti da Da strato a strato,
La Camera verde, Roma, 2009
Introduzione di Giovanni Anceschi
Musica: Strato-3 di Giuseppe Cepollaro
Info: soundconcept@hotmail.it
Info: biagiocepollaro@tin.it
http://www.cepollaro.it
https://cepollaroarte.wordpress.com/
videoproduzione http://www.cepollaro.it

Inaugurazione e presentazione del libro Da strato a strato: 28 gennaio, giovedì, ore 18.30 all’Oratorio della Passione-Basilica di S.Ambrogio a Milano.
La mostra è visitabile fino al 31 gennaio dalle ore 15.00 alle 19.00.

Inaugurazione della mostra Da strato a strato, Oratorium Antiquum Passionis, S.Ambrogio

gennaio 8, 2010

Catalogo Mostra S.Ambrogio, Milano, 2009

 

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Biagio Cepollaro

Inaugurazione della mostra

e presentazione del libro Da strato a strato

 28-31 gennaio 2010

Presentazione

di Giovanni Anceschi

28 gennaio 2010 ore 18.00

Aperto dalle 15.00 alle 19.00

Antiquum Oratorium Passionis

Basilica di S.Ambrogio, Milano

 

Info: biagiocepollaro@tin.it

 

Corsi di poesia integrata 2010. Sono aperte le iscrizioni.

dicembre 16, 2009

Il corso di tre mesi è strutturato in incontri settimanali di tre ore e ha luogo a Milano, in via Donatello 33.

Per informazioni scrivere a Biagio Cepollaro poesiaintegrata@hotmail.it

o telefonare al 3394200299

Il sito del Corso di Poesia Integrata

www.cepollaro.it\corso\Corso di poesia integrata.htm

Biagio Cepollaro, Quattro opere in mostra, Camera verde,14 novembre 2009

novembre 12, 2009
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Giovanni Anceschi sul lavoro pittorico di Biagio Cepollaro

ottobre 18, 2009

Anticipo qui l’Introduzione al libro Da strato a strato in corso di pubblicazione presso La Camera verde di Roma.
Si tratta di un libro che raccoglie 21 immagini di dipinti su tavola e 21 testi poetici. (B.C.)

Scrittura rinnegata
Sono piuttosto soddisfatto di essere un grafico (cioè un designer – fra l’altro – della scrittura), perché i miei attrezzi conoscitivi mi sembrano abbastanza calzanti rispetto al lavoro di Biagio Cepollaro. Avere un piede nel verbale e uno nel figurale, e essere abituato a pensare che la scrittura ha un apparenza e una fenomenalità, va proprio bene per i quadri di Biagio.
Rispetto alla origine verbale, e poi scrittoria, però è come se Biagio quasi una volta per tutte, oltre che all’avviarsi di ognuna delle sue opere, facesse quanto dice Stefano Agosti a proposito di Klee e della pratica usata da tutti i pittori: il gesto, cioé, di strizzare gli occhi: “Socchiudendo gli occhi il pittore libera forme, masse, volume e colore dai loro vincoli con gli oggetti”, (e per Cepollaro gli oggetti sono “cose scritte”). Strizzando gli occhi il pittore nega, cioé, cancella, oblitera la semantica proprio per mettersi in grado di fare esplodere i valori estesici.
Perché, alla fine, Cepollaro è uno scrittore rinnegato. Cepollaro è felicemente diventato a tutti gli effetti un pittore.
E per fissare il manifestarsi della sua constatazione di essere cambiato farò ricorso alla pratica dubitosa ma croccante dell’aneddoto: alla sua bella mostra, fatta al Laboratorio delle Arti di Piacenza, dopo il dialogo con Rosanna Guida e Italo Testa, io gli ho fatto una richiesta: gli ho chiesto di leggere ad alta voce, le sue opere pittoriche, usandole come partiture della performance di secondo grado… Poesia-pittura e ritorno. Ma Biagio ha proprio recalcitrato e si è impuntato, e questo non come un essere smarrito di fronte a una incapacità, ma al contrario come un essere equipaggiato di una definitiva certezza ontologica. Era cioè un’entità posta di fronte a una impossibilità.
La scrittura insomma è rimasta indietro, preliminare traccia procedurale. I quadri bisogna a questo punto guardarli e goderne rigorosamente senza leggerli, viene da dire. Bisogna godere delle materie, delle trasparenze, dei colori. Dei valori plastici e spaziali, gestuali e timbrici.
Scrivendo – come sto facendo io ora – si è però ineluttabilmente tirati giù nel gorgo del verbale come capita alla formica quando incappa nel grillotalpa e – a conferma, peraltro di quanto vedo e sento – non posso fare a meno di aggrapparmi a quella soglia del testo plastico e pittoriale che è il titolo. Come il bugiardino dei farmaci il titolo è un’istruzione per l’uso. “Grande quadro”, “Pala”.” Polittico”, “Predella”, avanzano l’istanza di iscrivere i lavori di Biagio addirittura nella Storia dell’arte, mentre “Iniziando dal rosso”, “Verso il rosso”,”Redimere il nero”, “Quello che c’è nel nero”, e “Al di là del bianco”, fanno evoluzioni intorno all’elemento certamente principale della pittura e cioè il colore. I suoi lavori si presentano talvolta come “Icone”; non però quelle della semiotica ma quelle delle ritualità mistiche della confessione ortodossa. Perché sono soprattutto “Tabulae” dell’anafora e praticamente mai sono figure della raffigurazione.
E infine i titoli ci dicono anche che cosa è rimasto della scrittura. Della linearità e della sequenzialità della scrittura è rimasto il tempo. C’è un titolo che dice: “Squadernare” (e non “Squadernato”), un altro che dice: “Intanto”, uno: “Nel prima il poi”, un altro: “Spirito in costruzione”, e poi esplicitamente: “Tempo che viene”.
E, infine, della poesia è rimasto qualcosa? Io direi che è rimasta la sostanza: i greci dicevano poiéin e Biagio parla sempre di fare un quadro.
Giovanni Anceschi, 2009

Recensioni sulla pittura di Biagio Cepollaro

settembre 27, 2009

Comincio a raccogliere qui alcuni riscontri critici alla mia opera visiva. Saranno poi via via aggiornati. (B.C.)

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Catalogo delle opere su carta, n.1, 2008

agosto 24, 2009

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Catalogo delle opere su carta, n.1, 2008

Catalogo delle opere su tavola n.2, 2009

agosto 23, 2009

copSecondocatalogo

Catalogo delle opere su tavola, n.2, 2009

CATALOGHI DELLE OPERE SU TAVOLA

agosto 21, 2009

copCatalogo-tavole-1

Avvio qui la pubblicazione di cataloghi in formato pdf delle opere, articolati per supporto.

Catalogo delle tavole, n.1, 2009