Archive for the ‘Francesca Vitale’ Category

Corsi di poesia integrata 2010. Sono aperte le iscrizioni.

dicembre 16, 2009

Il corso di tre mesi è strutturato in incontri settimanali di tre ore e ha luogo a Milano, in via Donatello 33.

Per informazioni scrivere a Biagio Cepollaro poesiaintegrata@hotmail.it

o telefonare al 3394200299

Il sito del Corso di Poesia Integrata

www.cepollaro.it\corso\Corso di poesia integrata.htm

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Francesca Vitale, Filo-1, 2008

settembre 4, 2008
Francesca Vitale,Filo-1,2008

Francesca Vitale,Filo-1,2008

Francesca Vitale, Filo 1, 2008
Immagine digitale

Graffi di luce

Maestrale intaglia residui di pelle – ognuno ha i suoi guai- modella corpo a forma nuova. non è sospiro che ricorda, che lega, ma sradica via ogni velleità . passato e futuro.
qui ed ora, in effetti. tranne la tua voce  pulcinella di mare che restituisce aria all’aria, poi si disperde nel paesaggio. più sei lontana, più ti avvicini, posso toccarti. una carezza alla fine, stremata ogni nostra ragione.
La verità non esiste, non è pane, né acqua, non è riso bianco profumato, è la tua, la mia verità, il buco d’ozono dell’universo, il buco nero. tutto inghiotte.
umano/paradosso, l’essere cosciente perso nell’inconscio prato di margherite dove si posano nel loro unico giorno farfalle.
ali di polvere, poi cenere d’aria.

Da Vento tène, inedito

(F.V.)

Francesca Vitale, Filo 2, 2008

agosto 31, 2008
Francesca Vitale, Filo 2, 2008

Francesca Vitale, Filo 2, 2008

Francesca Vitale, Filo 2, 2008
Immagine digitale

11. Graffiti

 

Dovremmo chiederci di meno o di più? graffire il muro dove raggio incide ombre, screpolature.

Arrivano voci da lontano, sms, telefonate spezzate, cattiva ricezione, pessima recezione.

Chi porta pazienza, chi sparisce e ritorna, Ci sei? Notizie? E ti racconta un’altra tenera menzogna. Chi ti segue da vicino, ha capito – fragile- si può spezzare.

Vicoli bianchi di calce, dove si sparisce strisciando rasente il muro.

Le giornate di giugno sono le più lunghe, luce interminabile, penombra che si attarda sulla soglia,

spiraglio, poi si chiude.

All’alba lo zigzag dei randagi, un cane cieco che mi guarda dritto negli occhi tutte le mattine,

seduto.

Un opaco esistere arriva sul serio da voci lontane, masturbazioni, mestruazioni, meno pausa, pre menopausa, pause di riflessione, vogliti bene, terapeuta, vacci di corsa, mitomanie, abitudini non scardinabili, visite mediche, il brutto tempo,

con pioggia per giunta.

 

Gatto scheletrico

avanza bianco

senza ombra creare.

Da Vento tène (inedito)

(F.V.)