La scrittura come ponte

Se considero insieme figura, colore, materia, e segno, e in particolare, il segno della scrittura mi accorgo che per quest’ultimo vi è un destino diverso possibile dall’essere strumento e mezzo. La scrittura può anche non oscillare tra messaggio e decorazione.

 

La scrittura ha sempre e comunque un suo colore, è sempre e comunque fatta di una certa materia, si definisce sempre e comunque in una figura, allude sempre e comunque ad una realtà di segno, sia perché da lì proviene, sia perché da lì fugge.

 

Scrivere diventa gettare un ponte al di là delle lingue verso ciò che a loro modo dicono figura, colore, materia e segno sfuggiti al loro codice.

 

Sfuggire anche al codice dell’inconscio individuale per risalire la corrente fino all’Inizio: a tutti è dato di partecipare a quest’energia.

 

E’ il primo impulso non a comunicare qualcosa ma a rendere visibile l’esistenza di una possibile comunicazione.

 

La scrittura nella sua realtà materiale incontra le altre materie sullo stesso piano: i significati sono ancora tutti da stabilire, ma il senso è già lì.

 

E il primo dei sensi che appare è proprio quello del ponte tra l’alto e il basso, tra il basso e l’alto.

 

Biagio Cepollaro

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