Posts Tagged ‘Arte di Biagio Cepollaro’

Biagio Cepollaro, Icona n.59, 2016

novembre 29, 2016
Biagio Cepollaro, Icona n.59, 2016. Tecnica mista su mdf, cm 80 x 30.

Biagio Cepollaro, Icona n.59, 2016. Tecnica mista su mdf, cm 80 x 30.

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Finissage della mostra di Biagio Cepollaro Una certa idea e pratica di verde

dicembre 11, 2015

 

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Una certa idea e pratica di verde

mostra di Biagio Cepollaro

dal 21 novembre al 19 dicembre

presso lo spazio Movimento aperto di Ilia Tufano

via Duomo 290/c, Napoli

 

finissage sabato 19 dicembre alle ore 17.00

 

 

Sabato 19 dicembre, alle 17, alla galleria Movimento Aperto di Ilia Tufano, finissage della mostra di Biagio Cepollaro intitolata “Una certa idea e pratica del verde”, curata da Eugenio Lucrezi.

Nell’occasione ci sarà, dopo quello di apertura, un secondo reading, al quale parteciperà, insieme all’artista e poeta, una folta schiera di scrittori italiani, convenuti per salutare in versi un protagonista della letteratura contemporanea che è anche un attivo operatore visivo, come pochi attento ai punti di intersezione tra parola scritta e segno pittorico. Insieme a Cepollaro, leggeranno Luca Ariano, Carmine De Falco, Giusi Drago, Claudio Finelli, Guido Mattia Gallerani, Carmen Gallo, Costanzo Ioni, Angelo Petrella, Ferdinando Tricarico. Autori di generazioni diverse, ciascuno impegnato in una pratica poetica di forte impegno linguistico, e dunque civile e politico. Più che a un semplice reading, gli appassionati delle arti che interverranno saranno partecipi di un vero e proprio mini-festival dell’attuale poesia nuova e recentissima, del tutto estranea, pur nelle diverse declinazioni, alle inerzie dei linguaggi di massa; del tutto aderente, come i tempi esigono, all’esigenza di fare luce nell’opacità: proprio come il “verde brillante” di Biagio Cepollaro.

 

Una certa idea e pratica del verde di Eugenio Lucrezi

Biagio Cepollaro è poeta da sempre, artista visivo da meno di un decennio. Le due attività si iscrivono tuttavia in un solo percorso, che è quello del lavoro iconopoietico delle origini, certificato da Aristotele nella Poetica e praticato dai folti eserciti dei pittori e dei poeti, schierati nel volgere dei secoli, gli uni al fianco degli altri, sotto le insegne della mimesi e della produzione di figure. Finito quel tempo, che ha visto la pittura e la letteratura, nonché la musica, variamente sbizzarrirsi nel riprodurre gli speculari paesaggi della natura e dell’interiorità, è arrivata la modernità, segnata dall’arretramento del soggetto e dalla destituzione dell’Io psichico; la cui possanza è stata rapidamente sopravanzata e annichilita dall’onda irrefrenabile della vociferazione globale, estatico trionfo e insieme messa funebre dell’anomalia umana. A fronte di tale frastuono, sta e tace il Vuoto centrale della Cosa impossibile e reale (Lacan), attorno al quale organizza gli attrezzi l’artista contemporaneo, depositario del lascito delle Poetiche dello Stile che fu: eredità di senso indefinito e indecidibile, che per rarefazione dei contesti e in disseminazione sporadica si fa spazio – regno – del significante. Che più non è luogo di emanazione dei significati a venire, ma segno opaco e splendente che nella fuga dei tempi si è lasciato alle spalle quelli trascorsi.
Che fa dunque un poeta che si vuole pittore nell’era della fine della raffigurazione e del tramonto dello Stile? Cepollaro non si dimentica della Storia, ne abita le macerie e riparte, appunto, dalla catastrofe del senso. Nella sua pratica scrittoria ha sperimentato − nelle redazioni delle più importanti riviste dell’avanguardia, da Altri termini a Baldus; nel lavoro teorico svolto con i sodali del Gruppo 93 − gli ambiti di praticabilità del discorso letterario. Oggi, tra partita persa dell’umano e partito preso delle cose (Ponge), posiziona il suo fare pittorico in prossimità della Cosa muta ed opaca, significante che può di nuovo parlare, emanare senso, proprio per forza di levare, in virtù d’esautoramento della possanza dell’artefice. Una certa idea e pratica del verde è il racconto di questa esperienza, nella quale il pensare e l’agire artistico si trovano a coincidere: nell’avvicinamento accurato ai materiali da conoscere; nell’energia dell’interazione che mira a trasformarli. Ne sortiscono scritture che non tengono a mente il significato, e campi di colore che mutamente brillano. Le opere in mostra sono su tela, talvolta con pannelli telati applicati, talvolta con carta o con garza incollata. I materiali utilizzati sono il cemento, quasi sempre con pasta colla, talvolta l’acrilico, più spesso tempere al tuorlo d’uovo approntate dall’artista con pigmenti, secondo le antiche ricette del Cennini. Il colore a olio è impiegato in misura più modesta. Le superfici vengono incise, graffiate e iscritte con spatole dentate, taglierini e altri attrezzi.
Il verde del titolo risulta dalla combinazione della tempera costruita con i pigmenti del bruno scuro di Kassel con il giallo primario ad olio: la mescola dà quel verde brillante in alcuni tratti. Intorno a questo processo che origina il verde gira il maggior numero dei lavori: la cura della Cosa impossibile può toglierle mutezza; il segno opaco può farsi splendente.

Biagio Cepollaro, Una certa idea e pratica di verde. Comunicato Stampa. Movimento Aperto, Napoli,via Duomo 290/C

novembre 12, 2015

Biagio Cepollaro,Icona-50.2015

Sabato 21 novembre 2015 ore 17 presso  Movimento Aperto, in via Duomo 290/c, Napoli si inaugura la mostra personale  di  Biagio Cepollaro .La mostra resterà aperta fino al 19 dicembre, lunedì e martedì dalle 17 alle 19 ,giovedì dalle ore 10.30 alle 12.30 e su appuntamento.In mostra circa venticinque opere di varie dimensioni in tecnica mista.La mostra è introdotta dal testo di Eugenio Lucrezi, intitolato : “UNA CERTA IDEA E PRATICA DEL VERDE”.All’inaugurazione un reading, cui interverranno, con Biagio Cepollaro e Giusi Drago, Viola Amarelli, Giovanna Marmo, Melania Panico ed Antonio Perrone.

Sabato 19 dicembre ore 17 un reading di finissage, con Biagio Cepollaro e Giusi Drago interverranno: Claudio Finelli, Costanzo Ioni, Angelo Petrella e Ferdinando Tricarico.

Che fa dunque un poeta che si vuole pittore nell’era della fine della raffigurazione e del tramonto dello Stile? Cepollaro non si dimentica della Storia, ne abita le macerie e riparte, appunto, dalla catastrofe del senso”, scrive EUGENIO LUCREZI ed ancora: “ Una certa idea e pratica del verde è il racconto di questa esperienza, nella quale il pensare e l’agire artistico si trovano a coincidere: nell’avvicinamento accurato ai materiali da conoscere;nell’energia dell’interazione che mira a trasformarli:Ne sortiscono scritture che non tengono a mente il significato, e campi di colore che mutamente brillano”.

Biagio Cepollaro,Icona.53,2015. Tecnica mista su tela,cm 40 x 40.

Biagio Cepollaro è stato uno dei protagonisti della sperimentazione letteraria italiana degli anni ’80 e ’90. Anche quando dipinge continua ad occuparsi di scrittura (“scrittore rinnegato” lo definisce Anceschi), accostando antico e moderno: iscrive i suoi segni –parole graffiando catrame, gesso, cemento, colla per piastrelle e fabbricandosi con i pigmenti i colori, secondo ricette medievali di tempere al tuorlo d’uovo. Il suo lavoro tende a trovare una sintesi tra antico e moderno, tra naturale e artificiale per indicare un possibile equilibrio tra esperienze diverse e contrastanti.

        Blog dedicato all’arte : https://cepollaroarte.wordpress.com/, Sito-archivio : www.cepollaro.it,                                                                           

Blog dedicato alla poesia dal 2003:  http://www.poesiadafare.wordpress.com

 Info: 3332229274 – ilia.tufano@libero.it

Biagio Cepollaro, Icona-55, 2015.

novembre 11, 2015
Biagio Cepollaro, Icona-55,2015.Tecnica mista su tela, cm 30 x 20.

Biagio Cepollaro, Icona-55,2015.Tecnica mista su tela, cm 30 x 20.

Biagio Cepollaro,Icona-54,2015

novembre 8, 2015
Biagio Cepollaro,Icona-54,2015. Tecnica mista su tela, cm 30 x 40

Biagio Cepollaro,Icona-54,2015. Tecnica mista su tela, cm 30 x 40

Reading all’Accademia di Belle Arti di Napoli 27 aprile 2015

aprile 19, 2015

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA

da>verso letture e interazioni tra poesia e arti visive

con Biagio Cepollaro Bruno Galluccio Giovanna Marmo Italo Testa William Xerra

lunedì 27 aprile 2015, ore 9.30-13.30 aula magna, Accademia di Belle Arti di Napoli via S. Maria di Costantinopoli, 107

L’Accademia di Belle Arti di Napoli ospita con questo evento, a cura delle docenti Angela Vinciguerra e Margherita Labbe, il laboratorio da>verso dell’Accademia di Belle Arti di Brera, progetto didattico di ricerca che promuove la conoscenza della poesia contemporanea e offre a docenti e allievi l’opportunità di sperimentare inedite interazioni tra poesia e arti visive. Ospiti dell’incontro le letture dei poeti Biagio Cepollaro, Bruno Galluccio, Giovanna Marmo, Italo Testa e una testimonianza dell’artista William Xerra sulla sua esperienza in bilico tra parola e immagine, pittura e scrittura. Successivamente saranno elaborate opere visive in relazione ai testi dei poeti ospiti, con il coordinamento della Prof.ssa Angela Vinciguerra. I lavori saranno esposti nell’anno 2015-16 a Napoli e Milano.

Nell’occasione sarà inaugurata la mostra delle edizioni da>verso_coincidenze, multipli d’arte che accostano inediti poetici e opere grafiche di ampia concezione. Ingresso libero programma ore 9.30 saluto del Direttore, Prof.Giuseppe Gaeta ore 9.45 presentazione della Prof.ssa Margherita Labbe ore 10.00 reading di Giovanna Marmo ore 10.35 reading di Biagio Cepollaro ore 11.10 intervento di William Xerra ore 11.45 reading di Bruno Galluccio ore 12.20 reading di Italo Testa ore 12.55 inaugurazione mostra da>verso_coincidenze info: daverso.brera@gmail.com, matitadellefate@libero.it Il laboratorio da>verso. Letture e interazioni fra poesia e arti visive 2009-10 e 2010-11, continuato nel 2011-12 e 2013-14 da transizioni arte__poesia, e quest’anno da Poetry for food, progetto di ricerca e sperimentazione della Scuola di Grafica d’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera, è coordinato dalla prof.ssa Margherita Labbe, che ne è curatrice insieme ai docenti Paolo Di Vita, Chiara Giorgetti e Anna Mariani, con la preziosa curatela letteraria di Italo Testa, con l’intento di avviare un’ampia e articolata indagine nel vastissimo territorio che attiene all’interazione e contaminazione fra la poesia e le altre arti nel panorama culturale contemporaneo, offrendo ad allievi e docenti le premesse per nuove sperimentazioni. Ricca e variegata è stata in questi anni l’attività espositiva, che ha visto protagonisti studenti e artisti dell’Accademia ed esterni. Intensa dal 2012 anche l’attività editoriale, con un libro che ospita saggi storico-critici e immagini relative alla prima mostra da>verso del 2011, e con le edizioni da>verso_coincidenze, multipli d’arte che accostano testi poetici inediti a opere grafiche, da un’idea della Prof.ssa Chiara Giorgetti, che cura anche il blog daverso.wordpress.com, dove si possono visionare le registrazioni degli incontri (video di Roberto Dassoni, Giovanni e Luca Martinelli). Il prof. Paolo Di Vita cura dal 2010 l’immagine grafica del laboratorio.

Dalla prima edizione ospiti del laboratorio sono stati i poeti Antonella Anedda, Nanni Balestrini, Luigi Ballerini, Mario Benedetti, Alessandro Broggi, Franco Buffoni, Biagio Cepollaro, Giovanna Frene, Francesca Genti, Andrea Inglese, Giancarlo Majorino, Stefano Raimondi, Italo Testa, Mary Barbara Tolusso, Paul Vangelisti, oltre che tutte le autrici della pubblicazione Einaudi Nuovi poeti italiani 6 (a cura di Giovanna Rosadini), e gli artisti Stefano Arienti, Tomaso Binga (alias Bianca Menna), Paolo Brunati Urani, Meri Gorni, Arrigo Lora Totino, Sabrina Mezzaqui, Giacomo Verde, William Xerra. Con interventi teorici sono intervenuti Giovanni Anceschi, Damiano Abeni, Luigi Ballerini insieme ad Angelo Lumelli, Cecilia Bello Minciacchi, Alberto Casadei, Eugenio Gazzola, Milli Graffi, Elisabetta Longari, Claudia Pozzana, Stefano Raimondi.

 

OSPITI, profilo biografico Biagio Cepollaro (Napoli, 1959) poeta e artista, vive a Milano. Dopo l’esordio con Le parole di Eliodora (1984), pubblica nel 1993 Scribeide (Piero Manni, prefazione di Romano Luperini) e Luna persciente (Carlo Mancosu, prefazione di Guido Guglielmi). Sono gli anni della poetica idiolettale e plurilinguista, del Gruppo 93 e della rivista Baldus sulle cui pagine teorizza il postmoderno critico, prendendo le distanze sia dal neoromanticismo che dall’accademismo della neoavanguardia. La lingua poetica diventa sempre più essenziale aprendosi ad una dimensione meditativa, con le raccolte Fabrica (Zona, 2002), Versi nuovi (Oedipus, 2004) e Lavoro da fare (e-book del 2006). Sono anche anni di pionieristica attività editoriale in rete, con ristampe di autori importanti, tra cui Niccolai e Di Ruscio, e inediti, tra cui poesie di Amelia Rosselli e riviste-blog, come Poesia da fare (a partire dal 2003) e Per una Critica futura (dal 2007). Questa seconda fase si accompagna a un’intensa attività artistica ed espositiva (La materia delle parole, a cura di Elisabetta Longari, Galleria Ostrakon, Milano, 2011), e alla pubblicazione di libri che raccolgono versi e immagini, come Da strato a strato, prefato da Giovanni Anceschi, La camera verde, 2009. Il primo libro di una nuova trilogia poetica, Le qualità, esce presso La Camera verde nel 2012, La curva del giorno pubblicato da L’arcolaio Editore nel 2014 costituisce il secondo libro. http://www.cepollaro.it, http://www.poesiadafare.wordpress.com, https://cepollaroarte.wordpress.com/

Bruno Galluccio, poeta, fisico e matematico, è nato a Napoli. Laureato in fisica, ha lavorato in un’azienda tecnologica occupandosi di telecomunicazioni e sistemi spaziali. Una ventina d’anni fa aveva cominciato un po’ in sordina a scrivere versi. Una sua raccolta d’esordio ha ricevuto nel 2002 una segnalazione al Premio Eugenio Montale nella sezione inediti, e nel 2003 una segnalazione al Premio Lorenzo Montano. Ha pubblicato la raccolta di poesie Verticali (Einaudi, 2009) che ha vinto la cinquantatreesima edizione del premio Pisa 2009, e La misura dello zero (Einaudi, 2015). Suoi testi sono contenuti nell’antologia La poesia è una città (BoopenLed 2011). Un suo inedito è pubblicato nelle edizioni da>verso_coincidenze dell’Accademia di Brera.

Giovanna Marmo, poeta e performer, ha pubblicato: Poesie (Studiozeta, 1998), Fata morta (Edizioni d’if, 2006), Occhio da cui tutto ride (No Reply, 2009, con suoi disegni), La testa capovolta (Edizioni d’if, 2012) e il cd audio Sex in Legoland (Derive Approdi, 2002). È presente in antologie tra cui Slam, antologia europea (No Reply, Milano, 2007) e Poesie dell’Inizio del mondo e riviste tra cui Verso, l’immagine. (Fondazione Baruchello, 2004), Sette poeti italiani (Oédipus, 2005), Veus paralleles (Rema 12, 2007), Poesie dalla fine del mondo (Derive Approdi 2007), La fisica delle cose. Dieci riscritture da Lucrezio (Perrone 2011), “Sewanee Theological Review”, “Italies n.13. Parcours poétiques au féminin”, “Chicago Rewiew”, “il Verri”, “Semicerchio”, “Atti impuri”, “alfabeta2”. Tradotta in francese, inglese, catalano, russo, serbo. Nel 2005 ha vinto il premio Delfini (Modena). Ha partecipato a numerosi Festival e reading di poesia in Italia e all’estero: Napoli, Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Cagliari, Catania, Brescia, Verona, Parma, Bolzano, Bari, Rieti, Barcellona, Tarragona. La raccolta Oltre i titoli di coda è in corso di pubblicazione presso l’editore Nino Aragno, nella collana di poesia progettata da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa e Laura Pugno.

Italo Testa (1972), poeta e saggista, vive a Milano. Ha pubblicato per la poesia i camminatori (Premio Ciampi – Valigie Rosse, Livorno 2013, Premio Marazza), La divisione della gioia (Transeuropa, Massa, 2010, Premio Città di Ustica), Luce d’ailanto (in Decimo quaderno di poesia italiana, Marcos y Marcos, Milano, 2010), Non ero io (www.gammm.org, 2009), canti ostili (LietoColle, Como, 2007), Biometrie (Manni, Lecce, 2005, Premio San Giuliano Terme), Gli aspri inganni(LietoColle, Como, 2004). Ha ricevuto i premi Eugenio Montale e Dario Bellezza per la raccolta inedita. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e tedesco, e sono pubblicati in antologie e riviste. È co-direttore della rivista di poesia “L’Ulisse”. Insegna Filosofia Teoretica presso l’Università di Parma.Da alcuni anni cura insieme ad alcuni docenti dell’Accademia di Brera progetti di ricerca sulle relazioni e interazioni tra poesia e arti visive.

William Xerra (Firenze, 1937) vive e opera a Ziano Piacentino (PC). Tutto il suo lavoro si avvicenda tra il segno poetico e quello pittorico. Nel 1967 approda alla poesia visiva, grazie alla frequentazione di poeti e intellettuali del Gruppo 63. Dal 1975 introduce il telaio interinale, e dal 1972 il “VIVE”, che accompagnerà tutta la sua opera. Motivo conduttore sarà poi il frammento, in grado di significare percorsi e memorie dell’esperienza. Filiberto Menna lo conferma, nel 1987, uno dei maestri italiani della pittura-scrittura-pittura. Del suo lavoro si sono occupati tra gli altri Roberto Borghi, Rossana Bossaglia, Claudio Cerritelli, Andrea B. Del Guercio, Gillo Dorfles, Eugenio Gazzola, Elisabetta Longari, Loredana Parmesani, Carlo A. Quintavalle, Pierre Restany, Francesco Tedeschi. Ha partecipato a rassegne storiche d’Arte contemporanea, in molte sedi prestigiose, tra cui: Biennale dell’Arte di Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Bologna e di Torino, MART di Rovereto, Museo Pecci di Prato, Palazzo delle Esposizioni di Roma, MoMA di New York. Tra le personali recenti: Io mento, Fondazione Mudima, Milano 2002; Salire il Golgota, Palazzo Magnani, Reggio Emilia, 2004; Chapelle Saint Jean Baptiste a Saint Jeannet, Nizza 2005; Omaggio ad Adriano Spatola (UCLA, Los Angeles), 2006; Les amours de William Xerra, Galerie Quadrige, Nizza – Gli amori di William Xerra, Galleria Maria Cilena, Milano – La Grande tavola, Milano Poesia 90, 2009; L’illuminazione dello sguardo, Galleria San Fedele, Milano, 2010; Dialogo assente, Galerie Oudin, Parigi, 2012; Dialogo assente, Maria Cilena Arte Contemporanea, Milano, 2013 .- Via Crucis, Museo Basilica S.M. Assunta, Gallarate – Idea di luogo, Cristina Moregola Gallery, Busto Arsizio – Enigme de Visages Absents, Galerie Depardieu, Nizza, 2014.

Biagio Cepollaro Mentre il pianeta ruota Mostra di pittura a Milano, 2 ottobre 2013

settembre 14, 2013

Tu se sai dire dillo 2013

Biagio Cepollaro

Mentre il pianeta ruota

Mostra di pittura

A cura di Fausto Pagliano

con una nota di Italo Testa

Laboratorio 1 aprile via Nicola d’Apulia 12 Milano

2 ottobre  2013

mercoledì ore 18.30

La mostra di Biagio Cepollaro, dal titolo  Mentre il pianeta ruota , s’inserisce all’interno della rassegna dedicata a Giuliano Mesa  Tu se sai dire dillo,  quest’anno alla sua seconda edizione e promossa oltre che dalla Galleria Ostrakon, dal Laboratorio 1 aprile  e dalla Libreria popolare di via Tadino.

La selezione di opere realizzate tra il 2011 e il 2013 è opera di Fausto Pagliano che guida il Laboratorio di pittura 1 aprile. Il titolo della mostra è tratto da una poesia di Cepollaro che costituisce il nuovo work in progress:

il corpo dorme per rigenerare in sé e da sé

gli umori parlanti: saranno liquide le frasi

di giubilo liquidi i richiami e le invocazioni

il corpo fa del sonno una pausa intensamente

viva all’interno della vita mentre il pianeta ruota

Italo Testa da Al gioco delle cose:

Queste opere sono esse stesse la figurazione di una scrittura riassorbita nel mondo, del ritornare delle parole al loro contesto. Del loro essere riesperite a partire non da un fatto di lingua, ma dalla loro stessa azione fisica e materica. Del loro iscriversi nella nudità dell’esistere, nel contesto della vita propria – la vita che ci rappresentiamo – e insieme di una vita più ampia, anonima, di un universo a-verbale che scorre continuamente sotto di noi.

Così la pittura di Cepollaro è la messa in opera di questo attraversamento dei segni per andare oltre i segni, di una pratica artistica non auto conclusa, ma fondamentalmente eteronoma, che cerca la sua legge in quel continuum della vita che qui e ora può sempre esser riafferrata nella sua novità.

Non sono parole, dunque, ma ancora con parole innestate in una vita più vasta. Non arte per se stessa, ma ancora opera artistica, perché

[…] ancora

si scrive e si pensa

ancora si fa arte

ma da un’altra parte (Lavoro da fare)

E perché in fondo

[…] senso vivo all’arte

l’avrebbe dato il resto (Versi nuovi)

Di questa pratica l’opera pittorica di Cepollaro è una messa in opera, la figurazione di una idea poetica che continua oltre le parole e i segni, senza per ciò stesso annullarli, inchiodarli al silenzio, ma piuttosto inquadrandoli da un punto di vista in cui essi diventano tracce di un nostro stare materialmente esposti al mondo, “tracce scure o lucenti di un fuoco”, perché i segni e le parole possano stare finalmente “al gioco delle cose”.

http://www.scribd.com/doc/166428595/Biagio-Cepollaro-Catalogo-della-mostra-Mentre-il-pianeta-ruota-2013