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J.J.VITON-BIAGIO CEPOLLARO-MARIO BERTASA a Monza, Binario 7, 18 febbario 2010

febbraio 14, 2010

PoesiaPresente

Nel segno della parola

giovedì 18 febbrio ore 21.00
MONZA, Teatro Binario 7
(via Turati 8, di fianco alla stazione FS)

 

Jean-Jacques Viton (FRANCIA)
Biagio Cepollaro (MI)
Mario Bertasa (MB)

Serata nel segno del fare poesia con la parola, così come “nel segno della parola” poetica in quanto segno.

 

Jean-Jacques Viton: “Il commento definitivo”
Ascolteremo i versi di Viton (1933), uno dei poeti francesi contemporanei più importanti, dalla sua viva voce (traduzioni di Andrea Inglese) e, grazie all’intervista live condotta dal poeta Andrea Raos, sarà possibile approfondire la poetica dell’autore, poetica per prospettiva difficilmente paragonabile a qualcuno dei grandi autori italiani.
La sua scrittura predilige l’attraversamento burlesco e anarchico di eventi che si offrono senza gerarchie allo sguardo e alla memoria poetica. Spesso la sfera dell’esperienza quotidiana diviene terreno prediletto per un’esplorazione dei margini, dei resti, delle anomalie. I testi sono tratti da “Decollage “(P.O.L, 1986) e da “Il commento definitivo. Poesie 1984-2008” (Metauro, 2009)

 

Biagio Cepollaro: “Da strato a strato” Cepollaro, poeta di punta del Gruppo 93, traccerà con testi rappresentativi, il suo percorso poetico-artistico con la proiezione di immagini della sua ultima produzione visiva e leggendo dall’ultimo libro “Da strato a strato” (La Camera verde, 2009), da “Scribeide” (P. Manni,1993), da “Nel fuoco della scrittura” (La Camera verde, 2008) e da “Lavoro da fare” (E-book, 2006). Si è distinto per l’acume critico e le sue doti di didatta che per molti anni gli studenti del Liceo Scientifico Statale “P. Frisi” di Monza hanno potuto apprezzare. È in questa città ospite graditissimo.

 

Mario Bertasa: “Atroce #31-0 (Integrale 0.1)”
“Atroce”, la silloge poetica di una delle voci più rilevanti di MeB, inclusa nell’antologia “Mappa giovane”, debutta nella versione live, integrale, detta tutta d’un fiato, con articolazioni rapidissime della pronuncia e videoproiezione verbali e distorsori di voce.

Nel foyer, a disposizione del pubblico, “LaPoesiaSalvaLanima” distributore gratuito di poesie, realizzato secondo i principi della street art (installazioni create con materiale di riciclo e collocate in luoghi non convenzionali) dalle classi II E e III A della Scuola Secondaria di Primo Grado “Anna Frank” di Monza nel laboratorio di scrittura e lettura “pronto soccorso poetico” curato da Silvia Monti (con la collaborazione della prof. Licena Elli)

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Foto dell’inaugurazione della mostra al Laboratorio delle arti di Piacenza

giugno 15, 2009

locandina

 

1

 

 

gruppo2

 

Italo Testa-Biagio Cepollaro

Italo Testa-Biagio Cepollaro

 

Fausto pagliano- Laura Crippa

Fausto Pagliano- Laura Crippa

Biagio Cepollaro- Rosanna Guida

Biagio Cepollaro- Rosanna Guida

Milli Graffi-Biagio Cepollaro-William Xerra

Milli Graffi-Biagio Cepollaro-William Xerra

Giovanni Anceschi-Biagio Cepollaro

Giovanni Anceschi-Biagio Cepollaro

gruppo-oo
W. Xerra- E.Gazzola

W. Xerra- E.Gazzola

 

2
William Xerra-Biagio Cepollaro

William Xerra-Biagio Cepollaro

visitatore-1
visitatore-2
lettura2
Per il videocatalogo della mostra: http://www.youtube.com/watch?v=z8GWUo2Bvns

Biagio Cepollaro a Piacenza il 13 giugno

giugno 11, 2009
Biagio Cepollaro a Piacenza

Biagio Cepollaro a Piacenza

Rosanna Guida a proposito della mostra

Chien il Creativo

 Questa mostra del poeta e pittore Biagio Cepollaro raccoglie sinteticamente un percorso ampio di esperienze del suo rapporto con la Pittura condotte a partire dal 2007 ad oggi. Cronologicamente, dapprima vi sono la serie delle “Pagine”, dei “Due serpenti”, la serie del “Tamburo di Shiva”, la serie delle carte per acquerello dipinte con tecnica mista, la serie della “Galassia”. A queste opere segue, successivamente nel tempo, la serie dei dipinti su tavola e cartone telato. La serialità è una modalità di relazione cara all’avanguardia artistica e musicale. Nella serialità si apprezzano i lievi spostamenti dalla centralità di un tema, le piccole modifiche che, via via, segnano e individuano un raffinamento del senso. Anche qui, nelle opere di Biagio Cepollaro, il bisogno della serie testimonia la necessità di non accontentarsi e di cercare di possedere la materia essenzializzando i passaggi  che definiscono un senso, una direzione, un orientamento. Nella Serie dei “due serpenti” spesso il piano viene diviso col colore in due o tre aree principali lievemente asimmetriche rispetto al quadro. Le cose avvengono sulle linee di confine tra un’area e l’altra. I movimenti delle linee si svolgono sinuosi come in una danza e lasciano tracce simili a quelle che fanno i serpenti attraversando il deserto; il mero alternarsi dei segni in un deserto di significati. Le stesure di colore conservano la trasparenza e sono perfettamente leggibili gli strati che si sovrappongono e che danno origine alle mescolanze.

Nella serie del “tamburo di Shiva” un doppio triangolo vincolato in un vertice diventa l’elemento propulsore per l’esplosione di parole che, sottoposte a movimenti martellanti, percussivi, si irradiano lungo direttrici che partono dal centro, dal vertice-vincolo. La rappresentazione di Shiva è molto cara all’iconografia orientale ed è un simbolo della proliferazione, della vitalità, della fertilità. Entrambe queste serie pittoriche scaturiscono dall’esperienza digitale, cioè  dall’impatto della pittura col digitale e, citando l’autore, dalla scoperta della “platonicità” del computer che tutte le idee rende possibili e realizzabili, per comprendere “quanto il virtuale influenza la realtà”. La traccia di quest’esperienza, condotta “corpo a corpo” con il digitale, si ritrova nella serie delle “Pagine”, dove il gesto della scrittura stampata si sottopone al gesto diretto della scrittura autografa, in una sorta di palinsesto che testimonia il contatto diretto col corpo. La scrittura del Poeta qui assume importanza in quanto gesto del Suo corpo. Non c’è la curiosità del gioco futurista delle parolibere, non c’è il divertimento della mescolanza delle forme delle parole alle forme della grafica; qui c’è piuttosto un “fuoco”, una tensione fisica: vortici, grumi di parole, buchi neri in cui le parole cadono, ombre dietro cui le parole si nascondono, cancellazioni, sparizioni, lacune, assenze. I riferimenti alle iconografie dei codici antichi costituiscono un tema centrale nei dipinti di Biagio Cepollaro. Ad esempio, nella serie della “Galassia” e delle carte per acquerello dipinte con tecnica mista, l’uso del colore dorato testimonia la sensibilità all’iconografia sacra. Ed è evidente anche la presenza totemica di simboli rintracciabili nelle pittografie delle antiche culture asiatiche e latino-americane. Trigrammi, esagrammi e simboli della divinazione dell’I Ching si alternano a forme geometriche semplici e colorate, triangoli, rettangoli e pittogrammi aztechi. Per Biagio è affascinante viaggiare con la mente. Fisicamente non compie mai viaggi che lo portino in luoghi geograficamente lontani ma è affascinato dalla possibilità di attraversare le culture di popoli diversi e così “corre un’avventura” tutta mentale che trova in queste opere la manifestazione dell’induzione reciproca di fantasia e realtà.

Nella serie dei dipinti su tavola e cartone telato e cioè nell’insieme di opere che nella mostra compaiono in modo più consistente, Biagio Cepollaro si cimenta con la sperimentazione dei materiali, trovando qui il piacere del gioco, la “felicità del caso” e della scoperta personale degli equilibri. Così il “fuoco”rovente “della scrittura” lascia spazio e tempo al divertimento, alla ricerca dell’equilibrio di una nuova vita. I segni delle parole fanno da contrappunto ai piani di colore acrilico, alle creste di gesso bianco, ai graffiti sul catrame nero e alle forme dorate. Stralci e guizzi di parole emergono attraverso le coltri colorate e flussi di parole si muovono in stormo, con scansioni ritmiche, a canone, per moto retto e per moto retrogrado, per moto obliquo, circolando e retroflettendosi intorno a baricentri e chiavi simboliche che diventano potenti attrattori magnetici. La scrittura autografa sulla tela e sulle carte si contorce, si innervosisce, aggrovigliandosi in vortici nodosi, lasciando tracce di fiamme roventi. Nei dipinti prevale l’uso dei colori fondamentali, blu, rosso giallo, saturi. Ad esempio nel dittico “Ne prima il poi” si nota un ritmo equilibrato di elementi blu, rossi, dorati, bianchi e neri che si ripetono. E’ inevitabile pensare ad una memoria dell’astrattismo e quindi a Klee e Kandinskji. Invece, nell’opera “Provando col Rosso” i riferimenti si trovano maggiormente nella pittura informale e nell’espressionismo astratto e penso a Ben Vautier e Jean Dubuffet. Macchie di “oggetti scritti” si sovrappongono a “macchie” di Pittura, alternando l’oro al Magenta e al nero. Infine, nei dipinti in cui domina il bianco, le parole sembrano sottrarsi, cancellarsi, sparire nei piani e negli strati sottostanti, come accade anche in molti dipinti di Cy Twombly.

Cito l’autore: “In queste opere osservo le parole dal di fuori,  private del loro significato”.

C’è una meraviglia in questo gesto. C’è il desiderio e la curiosità di osservare dove vanno le parole, in quale direzione si orientano nello spazio anisotropo. La scrittura diventa un gesto da contemplare con distacco, prendendo una distanza dal significato. Non si tratta dell’imitazione infantile del gesto automatico di Twombly perché Biagio ha attraversato da Poeta i significati delle parole e questo passaggio, vissuto con intensità, emerge con evidenza.

La pittura di Biagio è “un lavoro giovane”, in fieri, alla ricerca di una vita e non di una forma.

Milano, 16 giugno 2009                                                                                  Rosanna Guida

Video-intervista su Nel fuoco della scrittura di Biagio Cepollaro

maggio 15, 2009

Cop intervista

Per vedere il video clicca qui

Dialogo tra l’autore, Rosanna Guida (Accademia delle Belle Arti di Brera) e Giorgio Mascitelli.

Riprese e montaggio di Sergio La Chiusa, 2009

Prima e intorno alla mostra di Napoli del 9 gennaio 2009 (3)

gennaio 6, 2009

Mostra e presentazione del libro di Biagio Cepollaro

Nel fuoco della scrittura

Il Filo di Partenope,  Napoli, via della Sapienza 4

(zona Museo-via Costantinopoli)

tel. 081295922 – 3388581875

 

Biagio Cepollaro, Al di là del bianco,2008

Biagio Cepollaro, Al di là del bianco,2008

Biagio Cepollaro, Al di là del bianco-2, 2008
Dipinto su tavola, cm 70 x 100.
Tecnica mista.

 *

oltre i segni dicemmo e intendevamo

un’agire silenzioso dentro il ritrovato

limite del dire: scontata l’infinita

rifrazione del senso per chi ascolta

come per accettazione euforica

di un limite appunto che diventa

nuovo punto di partenza: il senso

è più vasto della poesia come la vita

sempre lo è di ognuno di noi

 

e crescere è stato ogni volta venire

meno ad un altrui riconoscimento

non appena si fosse coagulato

anche per poco un senso nel flusso

di un dialogo: le identità fanno

male perché non sono vere

 

forse era questa la vera

diffidenza di platone per le forme

mutevoli del mondo: ciò che più

ci appartiene è in fondo

ciò che resta segreto anche a noi

e non è una cosa non è un modo

di fare o di pensare piuttosto

è il fuoco del pensare e del fare

 

che non ha nome

 

*

ormai non sono le parole ad indicarci

e le parole della storia ad una certa

età suonano come storia di parole

passaggi di convenzioni allucinazioni

condivise in forme di vita

addensate o rare come di nuvole

si dice del clima: una parola

commuoveva mio padre

al pronunciarla: provvidenza

solo il suo suono gli faceva

compagnia: parole-sostegno

che fanno da contesti o farmaci

come sicurezza continuità

ma servono solo a contenere

se c’è una nostra intenzione

una paura un’ossessione

dietro di esse può esserci

di tutto e il suo contrario

come quando si dice

arte e ognuno vi spedisce

dentro la cova di un sogno

di un rimorso di una presunzione:

ogni giorno questa parola

smette il suo vestito

e dopo tanti anni di eleganza

e nudità dopo l’acre

odore dell’insistenza

delle prove smesse

è ancora lì come una semplice

parola che mi chiede la vita

 

Da Biagio Cepollaro, Nel fuoco della scrittura, La Camera verde, Roma, 2008