Posts Tagged ‘Opere visive di Biagio Cepollaro’

Biagio Cepollaro, Icona n.57, 2016.

novembre 10, 2016
Biagio Cepollaro, Icona n.57, 2016. Tecica mista su mdf,cm 80 x 30.

Biagio Cepollaro, Icona n.57, 2016. Tecica mista su mdf,cm 80 x 30.

Biagio Cepollaro, Una certa idea e pratica di verde. In preparazione della mostra al Movimento Aperto,Napoli

ottobre 22, 2015

Biagio Cepollaro, Una certa idea e pratica di verde, 2015.

In preparazione della mostra a Napoli

Si tratta di una mostra che comprende 19 opere che si inaugura sabato il 21 novembre 2015 a Napoli, presso lo spazio di Ilia Tufano, Movimento Aperto, in via Duomo 290/C. La cura è di Eugenio Lucrezi , estensore del testo critico.
Il titolo dice come è nato questo ciclo di opere: dalla casuale mescolanza tra il pigmento bruno scuro di Kassel con il giallo primario ad olio. Tutto il resto che ne è seguito lo vedo come un leggero e gioioso corollario di questo felice, quanto imprevisto, incontro tra due materie.


Una certa idea e pratica del verde

di Eugenio Lucrezi

Biagio Cepollaro è poeta da sempre, artista visivo da meno di un decennio. Le due attività si iscrivono tuttavia in un solo percorso, che è quello del lavoro iconopoietico delle origini, certificato da Aristotele nella Poetica e praticato dai folti eserciti dei pittori e dei poeti, schierati nel volgere dei secoli, gli uni al fianco degli altri, sotto le insegne della mimesi e della produzione di figure. Finito quel tempo, che ha visto la pittura e la letteratura, nonché la musica, variamente sbizzarrirsi nel riprodurre gli speculari paesaggi della natura e dell’interiorità, è arrivata la modernità, segnata dall’arretramento del soggetto e dalla destituzione dell’Io psichico; la cui possanza è stata rapidamente sopravanzata e annichilita dall’onda irrefrenabile della vociferazione globale, estatico trionfo e insieme messa funebre dell’anomalia umana. A fronte di tale frastuono, sta e tace il Vuoto centrale della Cosa impossibile e reale (Lacan), attorno al quale organizza gli attrezzi l’artista contemporaneo, depositario del lascito delle Poetiche dello Stile che fu: eredità di senso indefinito e indecidibile, che per rarefazione dei contesti e in disseminazione sporadica si fa spazio – regno – del significante. Che più non è luogo di emanazione dei significati a venire, ma segno opaco e splendente che nella fuga dei tempi si è lasciato alle spalle quelli trascorsi.
Che fa dunque un poeta che si vuole pittore nell’era della fine della raffigurazione e del tramonto dello Stile? Cepollaro non si dimentica della Storia, ne abita le macerie e riparte, appunto, dalla catastrofe del senso. Nella sua pratica scrittoria ha sperimentato − nelle redazioni delle più importanti riviste dell’avanguardia, da Altri termini a Baldus; nel lavoro teorico svolto con i sodali del Gruppo 93 − gli ambiti di praticabilità del discorso letterario. Oggi, tra partita persa dell’umano e partito preso delle cose (Ponge), posiziona il suo fare pittorico in prossimità della Cosa muta ed opaca, significante che può di nuovo parlare, emanare senso, proprio per forza di levare, in virtù d’esautoramento della possanza dell’artefice. Una certa idea e pratica del verde è il racconto di questa esperienza, nella quale il pensare e l’agire artistico si trovano a coincidere: nell’avvicinamento accurato ai materiali da conoscere; nell’energia dell’interazione che mira a trasformarli. Ne sortiscono scritture che non tengono a mente il significato, e campi di colore che mutamente brillano. Le opere in mostra sono su tela, talvolta con pannelli telati applicati, talvolta con carta o con garza incollata. I materiali utilizzati sono il cemento, quasi sempre con pasta colla, talvolta l’acrilico, più spesso tempere al tuorlo d’uovo approntate dall’artista con pigmenti, secondo le antiche ricette del Cennini. Il colore a olio è impiegato in misura più modesta. Le superfici vengono incise, graffiate e iscritte con spatole dentate, taglierini e altri attrezzi.
Il verde del titolo risulta dalla combinazione della tempera costruita con i pigmenti del bruno scuro di Kassel con il giallo primario ad olio: la mescola dà quel verde brillante in alcuni tratti. Intorno a questo processo che origina il verde gira il maggior numero dei lavori: la cura della Cosa impossibile può toglierle mutezza; il segno opaco può farsi splendente.

Biagio Cepollaro, Icona-39, 2014

dicembre 9, 2014
Biagio Cepollaro,Icona-39, 2014 Tecnica mista su tela, cm.20 x 30

Biagio Cepollaro,Icona-39, 2014
Tecnica mista su tela, cm.20 x 30

Biagio Cepollaro,Icona-38, 2014

dicembre 9, 2014
Biagio Cepollaro,Icona-38, 2014 Tecnica mista su tela, cm.30 x 20

Biagio Cepollaro,Icona-38, 2014
Tecnica mista su tela, cm.30 x 20

Biagio Cepollaro, Icona-33, 2014

maggio 13, 2014
Biagio Cepollaro, Icona-33, 2014. Tecnica mista su cartone telata, cm 30 x 50

Biagio Cepollaro, Icona-33, 2014. Tecnica mista su cartone telata, cm 30 x 50

 

Biagio Cepollaro, Icona n.15

luglio 8, 2013

Biagio Cepollaro, Icona n.15

Biagio Cepollaro, Icona n.15.
Tecnica mista su tela, cm 24 x 18, 2013

Biagio Cepollaro, Kama-2, 2012

settembre 9, 2012

Biagio Cepollaro, Kama-2, 2012. Tecnica mista su mdf, cm 50 x 120.

Biagio Cepollaro,Kama-1, 2012.

agosto 12, 2012
Biagio Cepollaro,Kama-1, 2012. Tecnica mista su mdf, cm 50 x 150

Biagio Cepollaro,Kama-1, 2012. Tecnica mista su mdf, cm 50 x 150

Biagio Cepollaro,Processo-2, 2012

agosto 1, 2012

Biagio Cepollaro,Processo-2, 2012. Tecnica mista su tela, cm 50 x 70.

Biagio Cepollaro,Processo-2, 2012. Tecnica mista su tela, cm 50 x 70.

Biagio Cepollaro,Leggio-1, 2012.

luglio 24, 2012
Biagio Cepollaro,Leggio-1, 2012, tecnica mista su 3 pannelli telati, cm 38 x 40

Biagio Cepollaro,Leggio-1, 2012, tecnica mista su 3 pannelli telati, cm 38 x 40

 

 

Leggio-1, 2012, tecnica mista su 3 pannelli telati, cm 38 x 40

Biagio Cepollaro, Rombo-3, 2012

luglio 17, 2012

Biagio Cepollaro, Rombo-3, 2012

Biagio Cepollaro, Rombo-3, 2012. Tecnica mista su mdf, cm 50 x 50

Biagio Cepollaro, Rombo-2, 2012

luglio 11, 2012

Immagine

Biagio Cepollaro, Rombo-2, 2012. Tecnica mista su mdf, cm 50 x 50.

Rombo-1, 2012

giugno 12, 2012

Immagine

Biagio Cepollaro, Rombo-1, cm 50 x 50, tecnica mista su mdf, 2012.

Biagio Cepollaro, Mostra e Reading all’Officina Coviello. 14 settembre 2011 0re 18.30

settembre 7, 2011

Biagio Cepollaro, Icona-4, 2009

 14 settembre ore 18.30

Officina Coviello, via Tadino 20, Milano

L’Intuizione del propizio: lettura e mostra di pittura

 

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ho voluto – o anche: questa vita

di me ha voluto così ora che si raccoglie

che mi sembra di non aver più nulla

da fare e non può essere vero: il freddo

è ancora là, uguale, della stessa

misura degli anni trascorsi al caldo.

è ancora là che fa segni dalla finestra

con l’umidità col giallo dei lampioni

con la minaccia di entrare dentro

in ogni momento perché ogni momento

è buono per essere cattivo.

 

La materia delle parole

Avendo scritto poesie per  trent’anni ho considerato le parole soprattutto come delle sonde per l’esplorazione del senso. Il suono, l’immagine che nella mente scorre, la disposizione grafica sulla pagina: il gioco della poesia si svolge nel continuo rimando tra immagine, suono e senso.

Ma cosa accade quando è proprio la materia della parola a presentarsi in primo piano, nell’oblio del significato, nella sparizione del suono? La parola che s’incarna nella materia è diventata già una traccia di pensiero: i  suoi contorni non appartengono più all’invisibilità delle idee ma al sensibile delle materie. La parola diventa cosa tra cose, un pezzo di muro e di mondo, una superficie rugosa iscritta. Queste tracce concrete del pensiero sono come voci semisepolte nelle cose. Sono le parole guardate da fuori, senza la complicità del senso.

Così ho costruito i miei fondi con le tempere all’uovo: fabbricarsi i colori è come inventare  una propria grammatica. E poi, con questo bagaglio di memoria, ho provato ad incontrare le materie della città, ho provato a piegarle a questo mio disegno: il cemento sulla tela, come l’intonaco minerale, come il catrame o il gesso. Il mordente per  legno  l’ho usato come inchiostro. Sopra e dentro queste superfici graffiate ho fatto serpeggiare e restare i frammenti di versi che in quello stesso momento stavano venendo alla luce, nel dialogo col fondo e con la sua resistenza.

 Biagio Cepollaro

(Dal Catologo, introdotto da Elisabetta Longari, delle mostra La materia delle parole, Galleria Ostrakon, Milano, 2011.)

Biagio Cepollaro, PerBiancabibi, 2011

febbraio 23, 2011
Biagio Cepollaro, PerBiancabibi, 2011

Biagio Cepollaro, PerBiancabibi, 2011

Biagio Cepollaro, PerBiancabibi, 2011
Tecnica mista su tela, cm 70 x 50.

Rapsodia in bianco

febbraio 20, 2011

Rapsodia in bianco-1

Comincerò dal bianco sul bianco? Bianco per cancellare, pulire, azzerare, fare spazio, fare respiro, fare silenzio, fare traccia, sedimento, fossile, indizio, fare daccapo, ricominciare.

Ed è anche la differenza minima, lo scarto che non percepisci mai e che ora sei costretto a percepire, è la sorpresa di ciò che uno ritiene di sapere già e che scopre di non sapere. Il bianco su bianco è il pregiudizio, è lo smascheramento del pregiudizio, della presunzione. Ed è anche spostamento della neve, mutamento locale della temperatura, neve fresca neve secca, neve con sole neve nella nebbia, striature di giallo, striature di blu, bianco che copre, bianco che scopre.

Bianco perché se c’è un segno è quello che ha resistito ed è rimasto: quindi bianco solo alla fine, dopo l’impasto. Ciò che resta è ciò che traspare dal bianco, che si vede lo stesso, che si vede nonostante. Bianco è ciò che resta dopo che il nuovo inizio è già cominciato: bianco non è mai bianco. L’ossessione del bianco della pubblicità: lavare tutti i peccati, il bianco che più bianco non si può perché può lavare anche l’anima di chi indossa il bianco per eccellenza … In realtà il bianco su bianco è solo presunto, il bianco su bianco dice che non si trattava di bianco ma di qualcosa che assomigliava già al grigio. E a me interessa proprio quel grigio scoperto, smascherato, imprevisto. Perché quel grigio viene dalla pesantezza di un bianco mai raggiunto ma solo presunto, appunto. Ma il bianco su bianco dice anche la relatività della conquista e della purezza. La relatività della posizione, della certezza. A questo movimento di smascheramento e di relativizzazione non ci sarà mai fine.(B. C.)

Biagio Cepollaro, La materia delle parole. Inaugurazione il 20 gennaio 2011,ore 18.30, Galleria Ostrakon,via Pastrengo 15, Milano

gennaio 9, 2011

catalogo della mostra

Catalogo della mostra di Biagio Cepollaro,La materia delle parole, Galleria Ostrakon, 2011

Biagio Cepollaro, Inaugurazione della mostra La materia delle parole, 20 gennaio- 5 febbraio 2011, ore 18.30.

Galleria Ostrakon, via Pastrengo 15, Milano.

Catalogo introdotto da Elisabetta Longari.

Dal Catalogo:

Elisabetta Longari

La ritmica di Biagio Cepollaro

Se la poesia è principalmente questione di ritmo, anche per lo sguardo, come tra i primi ha indicato Mallarmé, allora questa pittura di Cepollaro non è che la forma che la sua poesia ha assunto attualmente.Sulle superfici galleggiano isole di testo come fogli o timbri, mentre “viaggiano” parole ridotte a tracce di energia di un corpo che respira sente scrive; ma sono soprattutto le pause che ne scandiscono il senso come il montaggio in un film. La poesia, la scrittura e le parole, allontanatesi dal problema del significato, portano nel corpo di ciò che costituzionalmente sono (e che la semiotica ci ha insegnato a designare come significante) una meteorologia irta di aperture e collassi.I colori svolgono comunque una parte considerevole, sprigionando effetti stranianti: anche se vicini ai primari, sono colori “scomodi”, non pacificati, a volte perfino sulla soglia dello stridore. Figli di un evidente tramestio cui Cepollaro sottopone i materiali più vari.Rosso, nero e giallo-oro evocano sigilli e ceralacche, mentre i formati a volte richiamano il rotolo orientale, senza però mai portare un senso di precarietà e leggerezza; anzi i lavori presentano una durezza un po’ ostica, un effetto pietrificato, come tavole scritte in un enigmatico linguaggio di cui si è perdutala memoria. Niente stele di Rosetta, solamente si susseguono strati su strati, e le parole indistinte formano un brusio sommesso. Suoni. Voci. Timbri. Toni. Non è questa poesia?

I titoli, brevi, hanno per lo più a che vedere con la scrittura e con la letteratura (si veda il recente ciclo La cognizione del dolore, ispirato a Gadda); altrimenti spesso coincidono, o semplicemente incominciano, con un verbo all’infinito (ad esempio Incombere, Squadernare, Redimere il nero). I titoli dei dipinti di Cepollaro contengono quindi a volte l’idea di un’azione che ne sottolinea il valore fenomenologico; però invece sempre portano un’ombra, un rischio.‘Le opere d’arte sono sempre il frutto dell’essere stati in pericolo‘, scriveva Rilke, che se non erro era un poeta…

Biagio Cepollaro,Trittico di novembre,2010

Biagio Cepollaro,Trittico di novembre,2010.Tecnica mista su tre tele, cm 100 x 210.

 
 
Biagio Cepollaro: a proposito della mostra  La materia delle parole

 

Avendo scritto poesie per trent’anni ho considerato le parole soprattutto come delle sonde per l’esplorazione del senso. Il suono, l’immagine che nella mente scorre, la disposizione grafica sulla pagina: il gioco della poesia si svolge nel continuo rimando tra immagine, suono e senso. Ma cosa accade quando è proprio la materia della parola a presentarsi in primo piano, nell’oblio del significato, nella sparizione del suono? La parola che s’incarna nella materia è diventata già una traccia di un pensiero: i suoi contorni non appartengono più all’invisibilità delle idee ma al sensibile delle materie. La parola diventa cosa tra cose, un pezzo di muro e di mondo, una superficie rugosa iscritta. Queste tracce concrete del pensiero sono come voci semisepolte nelle cose. Sono le parole guardate da fuori, senza la complicità del senso. Così ho costruito i miei fondi con le tempere all’uovo: fabbricarsi i colori è come inventare una propria grammatica. E poi, con questo bagaglio di memoria, ho provato ad incontrare le materie della città ho provato a piegarle a questo mio disegno: il cemento sulla tela, come l’intonaco minerale, come il catrame o il gesso. Il mordente per legno l’ho utilizzato come inchiostro. Sopra e dentro queste superfici graffiate ho fatto serpeggiare e restare i frammenti di versi che in quello stesso momento stavano venendo alla luce, nel dialogo col fondo e con la sua resistenza. 

 

 

Biagio Cepollaro, Reading all’Accademia di Brera 17 dicembre 2010, ore 14.30

dicembre 11, 2010
Biagio Cepollaro a Brera, Locandina

Biagio Cepollaro a Brera, Locandina

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA

DIPARTIMENTO ARTI VISIVE

SCUOLA DI GRAFICA D’ARTE

da verso

letture e interazioni fra poesia e arti visive

reading di Biagio Cepollaro

a cura di Italo Testa

venerdì 17 dicembre 2010

ore 14.30

Accademia di Brera, aula 25

cordinamento Margherita Labbe, Anna Mariani e Italo Testa

info: margheritalabbe@ababrera.it

Biagio Cepollaro, Lingua-3, 2010

novembre 7, 2010
Biagio Cepollaro, Lingua-3,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-3,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-3,2010
Dipinto su mdf, cm 40 x 150.
Tecnica mista.

Biagio Cepollaro, La Cognizione del dolore, La Camera verde, 2010. Inaugurazione 16 ottobre 2010

ottobre 9, 2010

Biagio Cepollaro, La Cognizione del dolore (Otto tele per Gadda).

Video Catalogo.Inaugurazione della mostra e presentazione del libro.

La Camera verde Edizioni.16 ottobre 2010

E’ una lettura-riscrittura riflessiva sui temi de La Cognizione del dolore di Gadda che accompagna la realizzazione di otto tele sullo stesso tema con l’utilizzo di varie tecniche. La Camera verde Editore ha realizzato un libro nel 2010 con tutte le immagini e con il testo integrale, articolato in ventuno lasse. Il libro appartiene alla collana Calliope. 

lacameraverde@tiscalinet.it  Cell. 340 5263877

 La Camera verde, via Miani 20, Roma

Biagio Cepollaro, Lingua-2, 2010

giugno 22, 2010
Biagio Cepollaro, Lingua-2,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-2,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-2,2010
Dipinto su mdf, cm 40 x 150.
Tecnica mista.

Biagio Cepollaro, Lingua-1, 2010

giugno 16, 2010

Biagio Cepollaro, Lingua-1,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-1,2010


Biagio Cepollaro, Lingua-1,2010
Dipinto su mdf, cm 40 x 150.
Tecnica mista.

Biagio Cepollaro, Poiesis-1, 2010

giugno 11, 2010
Biagio Cepollaro,Poiesis-1,2010

Biagio Cepollaro,Poiesis-1,2010

Biagio Cepollaro, Poiesis-1, 2010.
Dipinto su mdf, cm 50 x 150.
Tecnica mista.

Biagio Cepollaro, Per Gadda-4, 2010

marzo 21, 2010
Biagio Cepollaro, Per Gadda-4, 2010

Biagio Cepollaro, Per Gadda-4, 2010

Biagio Cepollaro, Per Gadda-4, 2010
Dipinto su due pannelli telati montati su mdf.
Formato cm 70 x 100. Tecnica mista.

Biagio Cepollaro, BN-3, 2010

marzo 12, 2010
Biagio Cepollaro, BN-3, 2010

Biagio Cepollaro, BN-3, 2010

 

Biagio Cepollaro, BN-3, 2010
Dipinto su pannello telato, cm 50 x 40
Tecnica mista