Foto della mostra da verso. transizioni arte-poesia San Carpoforo 2011

ottobre 16, 2011
Italo Testa e Biagio Cepollaro. Mostra di San Carpoforo 2011

Italo Testa e Biagio Cepollaro. Mostra di San Carpoforo 2011

Biagio Cepollaro, Italo Testa, Margherita Labbe. Mostra di San Carpoforo 2011
Biagio Cepollaro, Italo Testa, Margherita Labbe. Mostra di San Carpoforo 2011
 
 
 
 
Biagio Cepollaro mostra di San Carpoforo 2011
Biagio Cepollaro mostra di San Carpoforo 2011
 
 
 
 
 

Oggi 6 ottobre Inaugurazione della mostra da >verso. transizioni arte-poesia

ottobre 6, 2011

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA
DIPARTIMENTO ARTI VISIVE – Scuola di Grafica d’Arte

da >verso. transizioni arte-poesia

6 ottobre 2011, ore 17,30

Inaugurazione della mostra con reading di

Nanni Balestrini, Mario Benedetti, Biagio Cepollaro, Francesca Genti, Massimo Giovenale, Stefano Raimondi,

Italo Testa, Mary Barbara Tolusso.

da >verso transizioni arte-poesia

dal 6 al 17 ottobre 2011
dal lunedì al sabato ore 15,00-19,00

artisti partecipanti:

Barbara Matilde Aloisio, Valerio Ambiveri, Alessandra Angelini,Nino Bacco, Nanni Balestrini, Giuliana Bellini, Tomaso Binga, Anna Valeria Borsari, Nicoletta Braga, Paolo Brunati Urani, Lucia Casavola, Roberto Casiraghi, Biagio Cepollaro, Francesco Correggia, Roberto Dassoni, Alfred De Locatelli, Paolo Di Vita, Gaetano Fanelli, Maria Ferrari, Maria Cristina Galli, Francesca Genti, Chiara Giorgetti, Marco Giovenale, Rosanna Guida, Courtney Gregg, Claudio Jaccarino, Margherita Labbe, Cosmo Laera, Ugo Locatelli, Arrigo Lora Totino, Valeria Manzi, Gastone Mariani, Angela Occhipinti, Simona Palmieri, Laura Panno, Paola Parisi, Rosanna Pellicani, Laura Pitscheider,Giorgio Roggino, Fausta Squatriti, Giacomo Verde, Federico Vescovo, William Xerra.

Il laboratorio da verso. letture e interazioni fra poesia e arti visive, svoltosi presso l’Accademia di Brera negli anni accademici 2009-10 e 2010-11, si chiude con la mostra da verso. transizioni arte-poesia, che si terrà dal 6 al 17 ottobre presso l’ex chiesa di S. Carpoforo, già sede di numerose rassegne artistiche e culturali, oltre che dell’attività didattica del Biennio specialistico in Arti visive. Il laboratorio, curato dalle docenti Anna Mariani e Margherita Labbe e dal poeta Italo Testa, ha ospitato nel 2009-10 reading dei poeti Luigi Ballerini, Mario Benedetti, Francesca Genti, Andrea Inglese, Stefano Raimondi, Italo Testa, Mary Barbara Tolusso, ed incontri con artisti che operano contaminazioni tra parola e immagine, tra arte e poesia: Tomaso Binga, Meri Gorni, Arrigo Lora Totino e William Xerra; nel 2010-11, ospiti del laboratorio sono stati i poeti Nanni Balestrini, Biagio Cepollaro, Giovanna Frene e ancora Italo Testa, il tekno-artista Giacomo Verde, i poeti Luigi Ballerini e Angelo Lumelli, con un seminario sulla lettura del testo poetico, e il critico letterario Alberto
Casadei, con una lezione sulle relazioni fra arte e letteratura nel ‘Novecento. L’esposizione, curata da Anna Mariani, Margherita Labbe e Francesco Correggia, nteressa quarantadue artisti fra cui: artisti docenti intervenuti agli incontri, docenti afferenti alla Scuola di Grafica d’Arte, gli artisti che sono stati protagonisti del laboratorio, artisti che operano ricerche affini ai temi trattati, ed altri che hanno frequentato assiduamente il laboratorio. Nel corso della mostra saranno visionabili le registrazioni di tutti gli incontri realizzate dal videomaker Roberto Dassoni. Di prossima pubblicazione anche il libro che documenterà l’intero laboratorio. L’inaugurazione si terrà giovedì 6 ottobre 2011 alle 17,30 e sarà l’occasione per incontrare alcuni degli autori ospiti del laboratorio, che leggeranno i loro versi: Nanni Balestrini, Mario Benedetti, Biagio Cepollaro, Francesca Genti, Stefano Raimondi, Italo Testa e Mary Barbara Tolusso.Solo al vernissage sarà allestito un set temporaneo di foto-ritratto per poeti, artisti e visitatori, a cura del fotografo Cosmo Laera, docente presso l’Accademia di Brera, e Francesca Genti presenterà la sua performance poetica Fiaba.

Il Lavoro Raccontato. Ciclo di incontri a cura di Biagio Cepollaro. Libreria popolare di via Tadino 18 a Milano

ottobre 2, 2011

 

Conversazioni in libreria

 

Il lavoro raccontato

Il lavoro raccontato, ciclo di incontri a cura di Biagio Cepollaro

 

Il lavoro raccontato

a cura di Biagio Cepollaro

3 ottobre lunedì ore 21.00

 

Libreria popolare di via Tadino 18 Milano

 

Introduzione del curatore al ciclo di incontri

Il blog Nazione Indiana: Antonio Sparzani

La galleria 10.2: Spazio di ricerca e tempo Maria Rosa Pividori

 

17 ottobre lunedì ore 21.00

La ricerca biologica: Emilio Parisini

Il rebus come arte: Emanuele Magri

 

31 ottobre lunedì ore 21.00

L’editoria di qualità: Gianni Andrea Semerano

La scuola degli insegnanti: Carmelo Violi

 

14 novembre lunedì ore 21.00

L’età dell’oro dei centri sociali: Pino Tripodi

Dalla tv alla chat: Marcello Mazzella

 

28 novembre lunedì ore 21.00

Editor e germanistica: Giusi Drago

La scrittura e l’indagine: Giuseppe Catozzella

 

12 dicembre lunedì ore 21.00

Il processo dell’arte (pittura, musica elettronica, narrativa):

Fausto Pagliano (artista visivo), Giovanni Cospito (musicista),

Giorgio Mascitelli (narratore), Matias Guerra (artista visivo)

 

A Milano non mancano iniziative: si tratta anche spesso di occasioni rilevanti sul piano culturale. Ciò che da molti anni manca alla città è forse la percezione di un tessuto che raccolga e permetta la circolazione di ambiti tra loro diversi. La Libreria Popolare di Tadino con la rassegna Il lavoro raccontato vuole promuovere quest’idea della circolazione delle esperienze, chiedendo a cadenza quindicinale, il lunedì dalle 21.00 alle 23.00, di raccontare il proprio lavoro a chi, per così dire, ha esperienza diretta in diversi ambiti disciplinari.Dal 3 ottobre al 12 dicembre 2011 si alterneranno racconti che spaziano dalla galleria d’arte al mestiere di editor, dall’editoria di qualità alla video arte, dalla narrativa alla musica elettronica, dall’arte visiva alla ricerca biologica, dal mondo dell’insegnamento e della scuola all’universo dei blog e dei centri sociali. Uno storico della scienza come Antonio Sparzani sarà invitato a raccontare la sua esperienza come presidente dell’associazione che produce il blog collettivo NazioneIndiana e delle problematiche relative ad uno dei blog letterari più seguiti, un artista visivo come Emanuele Magri sarà invitato a raccontare la sua esperienza artistica nei punti di convergenza con la ricerca avanzata in campo biologico realizzata da Emilio Parisini, Carmelo Violi sarà invitato a raccontare l’esperienza di insegnanti che si sono costituiti come titolari di fatto di ciò che per anni è stato l’istituto d’arte steineriano a Milano dando prova di grande autonomia e abilità organizzativa, Pino Tripodi potrà dar conto della parabola dei centri sociali e di tutte le illusioni, gli equivoci e ledisillusioni ad essi legati. Giovanni Andrea Semerano potrò riferire del progetto e della realizzazione di un’editoria rigorosa e intransigente sul piano della qualità mentre Mazzella tratteggerà la sua esperienza estetica nel mutare delle tecnologie della comunicazione come forme d’arte. Queste note solo per citare alcuni momenti della rassegna previsti. Il dialogo con un musicista (Giovanni Cospito), un artista visivo (Fausto Pagliano) e un narratore (Giorgio Mascitelli) chiuderanno per questa stagione il ventaglio di esperienze sondato.

(Biagio Cepollaro)

Biagio Cepollaro, Mostra e Reading all’Officina Coviello. 14 settembre 2011 0re 18.30

settembre 7, 2011

Biagio Cepollaro, Icona-4, 2009

 14 settembre ore 18.30

Officina Coviello, via Tadino 20, Milano

L’Intuizione del propizio: lettura e mostra di pittura

 

……………………………..

ho voluto – o anche: questa vita

di me ha voluto così ora che si raccoglie

che mi sembra di non aver più nulla

da fare e non può essere vero: il freddo

è ancora là, uguale, della stessa

misura degli anni trascorsi al caldo.

è ancora là che fa segni dalla finestra

con l’umidità col giallo dei lampioni

con la minaccia di entrare dentro

in ogni momento perché ogni momento

è buono per essere cattivo.

 

La materia delle parole

Avendo scritto poesie per  trent’anni ho considerato le parole soprattutto come delle sonde per l’esplorazione del senso. Il suono, l’immagine che nella mente scorre, la disposizione grafica sulla pagina: il gioco della poesia si svolge nel continuo rimando tra immagine, suono e senso.

Ma cosa accade quando è proprio la materia della parola a presentarsi in primo piano, nell’oblio del significato, nella sparizione del suono? La parola che s’incarna nella materia è diventata già una traccia di pensiero: i  suoi contorni non appartengono più all’invisibilità delle idee ma al sensibile delle materie. La parola diventa cosa tra cose, un pezzo di muro e di mondo, una superficie rugosa iscritta. Queste tracce concrete del pensiero sono come voci semisepolte nelle cose. Sono le parole guardate da fuori, senza la complicità del senso.

Così ho costruito i miei fondi con le tempere all’uovo: fabbricarsi i colori è come inventare  una propria grammatica. E poi, con questo bagaglio di memoria, ho provato ad incontrare le materie della città, ho provato a piegarle a questo mio disegno: il cemento sulla tela, come l’intonaco minerale, come il catrame o il gesso. Il mordente per  legno  l’ho usato come inchiostro. Sopra e dentro queste superfici graffiate ho fatto serpeggiare e restare i frammenti di versi che in quello stesso momento stavano venendo alla luce, nel dialogo col fondo e con la sua resistenza.

 Biagio Cepollaro

(Dal Catologo, introdotto da Elisabetta Longari, delle mostra La materia delle parole, Galleria Ostrakon, Milano, 2011.)

Biagio Cepollaro, Dittico del diluvio, 2011.

giugno 26, 2011
Biagio Cepollaro, Dittico del diluvio-1, 2011. Tecnica mista su tela, cm 50 x 60.

Biagio Cepollaro, Dittico del diluvio-1, 2011. Tecnica mista su tela, cm 50 x 60.

La festa del Gruppo 93 del 13 e del 20 giugno 2011 a Milano.

giugno 9, 2011

L'antologia del Gruppo 93 a cura di Angelo Petrella, Zona Editrice 2010

 

Festa del Novantatrè in due movimenti. 13 e 20 giugno 2011, lunedì ore 21.00. Libreria Popolare di via Tadino 18, Milano.

A più di venti anni di distanza da quel Milanopoesia 1989 in cui nacque il Gruppo 93, organizzare questa Festa del Novantatrè con Paolo Gentiluomo, per me è stato motivo di grande emozione. Tutti questi anni non sono andati nella direzione che credo noi tutti auspicavamo: certo, vi sono state e continuano a nascere iniziative che coltivano quell’attenzione critica per la lingua poetica su cui noi avevamo insistito, ma nell’insieme la poesia oggi è ancor più sganciata, se possibile, da una più generale pratica della cultura come smontaggio, demistificazione, irrisione e ricostruzione di un universo simbolico da condividere, magari sullo sfondo utopico di una umanità più ricca e più piena. Resta certamente una tradizione di ciò che ancora oggi si preferisce chiamare ‘poesia di ricerca’ ma tale orientamento resta largamente minoritario. E ciò a prescindere dalla necessità di pretendere anche i risultati, oltre la ricerca, anche la soluzione estetica oltre il problema. A prescindere, cioè, dal rifiutare ogni accademismo di ciò che nel Novecento si definiva avanguardia intendendo con questa parola mille cose diverse. L’idea che prevale della poesia è ancora l’usurata ideuzza mille volte rimasticata di matrice romantica e crepuscolare, quell‘ideuzza che è giunta alla parodia di se stessa attraverso poeti di scarso talento che si sono affollati dalla metà degli anni Settanta fino a brulicare tra i bit della Rete oggi. Si tratta, in fondo, ancora dell’illusorio risarcimento simbolico per le frustrazioni di una irriconoscibile piccola borghesia che oggi precipita verso un cieco precariato che impone la virtualità di ogni soddisfazione.E tale peggiorata condizione sociale invece di spingere alla corrosione dei miti che il liberismo diffonde a proposito di epopee individuali, viene occultata per lo più anche attraverso il chiacchiericcio versificatorio teso a nobilitare proprio la miseria dei destini per nulla singolari.

La moltiplicazione orizzontale dei poeti favorita dalla Rete non ha aiutato in tal senso: non è aumentata in egual modo la consapevolezza critica del fare poesia e, in genere, del fare cultura. E ciò in un Paese in gravissimo declino di civiltà che si è andato approfondendo e incupendo nel corso del passato ventennio. Per una infelice coincidenza gli anni che ci separano dall’inizio dell’avventura del Gruppo 93 sono esattamente gli anni di questo italico declino.Rivedere dopo tanti anni i miei sodali genovesi mi fa ripensare a cosa vuol dire un sodalizio letterario: il superamento dell’egotismo inevitabile presso chi fa arte, l’allargamento della visione propria fino a poter comprendere l’altrui, la ricerca verso ciò che accomuna piuttosto che la fissazione polemica su ciò che divide. Ma un sodalizio è anche la rinuncia a quella caratteristica idiosincratica di cui scriveva Robert Musil a proposito del poeta e del suo tipo di conoscenza. Tale rinuncia non può durare a lungo: ecco perché la durata del gruppo è stata contraddistinta da brevità e intensità. Ma fino a quando è stata forte la tensione a partecipare ad una piccola realtà sovra individuale non sono mancate una certa ebbrezza e la speranza che, unendo gli sforzi in una riflessione comune, si potesse prepararei il terreno per una migliore mietitura per tutti. Credo che il Gruppo 93 sia stato come un’accelerazione prodigiosa per la mia formazione e di ciò sono grato a tutti coloro che hanno dato vita, a diverso livello e con ruoli diversi a questa bella esperienza.

Biagio Cepollaro

Open Studio. Figurazione indipendente a cura di Elisa Genna

maggio 17, 2011

Mi è molto piaciuta l’idea di Elisa Genna di allestire per il gruppo variegato di artisti che si raccoglie sotto il nome di Figurazione Indipendente, all’interno dei locali dell’Associazione Arti Girovaghe nella milanese via Padova, una mostra particolare.
La particolarità è data dall’idea di portare al pubblico non tanto l’opera in sé isolata quanto il processo della sua produzione, ricostruendo lo studio di ogni artista in pochissimi metri quadrati. E lasciando poi allo spettatore la possibilità di fotografare gli oggetti per poter poi ritrovare le proprie immagini esposte il giorno dopo (domenica 15 maggio 2011) come parte integrante della mostra. E ci si ritrova così nella precarietà e nella provvisorietà degli strumenti del lavoro, della fasi intermedie, nelle tracce che fanno da bozzetto e progetto, oppure dallo spunto iniziale, dall’oggetto-stimolo, dall’embrione e dalla potenzialità dell’intero processo. E’l’idea che l’opera vada letta all’interno di un continuum che non riguarda solo la creazione artistica ma si estende fino a comprendere la vita stessa, la vita concreta che diventa magari materiale bruto da rielaborare, o da seppellire ermeticamente.
 All’interno dello spazio allestito come uno studio multiplo o uno studio condiviso è diventato naturale per lo spettatore-visitatore chiedere all’artista, far domande, esprimere pareri. E questo contatto è avvenuto non solo con immediatezza ma anche con l’assenza totale di cerimonie e banali ipocrisie.
La distanza informativa (ma anche emotiva) che c’è tra le ragioni concrete dell’arte e il pubblico resta ancora piuttosto ampia e ciò nonostante i grandi eventi che sembrano attirare un pubblico numeroso e indiscriminato. Questi fenomeni spettacolari non accrescono la conoscenza delle persone che si mettono pazientemente in coda ma rinforzano solo l’abitudine conformistica a seguire ciò che interessa ai più.
E forse proprio così si spiega l’attuale successo di questi eventi spesso organizzati da grandi istituzioni, al di fuori di qualsiasi contesto di discorso con la città e di qualsiasi continuità culturale visibile e individuabile.
Non sono poche le suggestioni che si ricevono: in una città dove il patinato è diventato lingua ufficiale, sono sempre più rare le occasioni che permettono di imbattersi nella concretezza del lavoro e nella misura umile di ciò che si fa.
Di ciò che davvero si fa e si progetta e non di ciò che si vuole che appaia. Gli artisti sono quattro e meritano ognuno particolare attenzione, avendo alle spalle già un percorso consistente. Mi riprometto di farlo in futuro rimandando per ora per eventuali approfondimenti al loro sito http://figurazioneindipendente.blogspot.com
Gli artisti sono: Luciano Evarchi, Lorenzo Manenti, Carmelo Violi, Maria Turner.

Biagio Cepollaro, Un minuto di poesia in video 2011. Da Le Qualità, il corpo porta con sé

aprile 23, 2011

Biagio Cepollaro, Un Minuto di Poesia in video. 2011
Poesia con il Net-book
N.21

Da Le Qualità
il corpo porta con sè

il corpo porta con sé l’odio come qualunque
altra sostanza che alimenta il sangue e gira
tra le membra: è un insieme contraddittorio
di crescita dello sguardo e di tossina che lo spegne
ma coesistono il parco di prima mattina nell’aria
lieve di primavera e la fantasia a volte pungente
di vedere morti i corpi che lo minacciano
quando questo è a rischio di sopravvivenza

Biagio Cepollaro. Un minuto di poesia in video 2011. Il corpo non riesce

aprile 22, 2011

Biagio Cepollaro, PerBiancabibi, 2011

febbraio 23, 2011
Biagio Cepollaro, PerBiancabibi, 2011

Biagio Cepollaro, PerBiancabibi, 2011

Biagio Cepollaro, PerBiancabibi, 2011
Tecnica mista su tela, cm 70 x 50.

Rapsodia in bianco

febbraio 20, 2011

Rapsodia in bianco-1

Comincerò dal bianco sul bianco? Bianco per cancellare, pulire, azzerare, fare spazio, fare respiro, fare silenzio, fare traccia, sedimento, fossile, indizio, fare daccapo, ricominciare.

Ed è anche la differenza minima, lo scarto che non percepisci mai e che ora sei costretto a percepire, è la sorpresa di ciò che uno ritiene di sapere già e che scopre di non sapere. Il bianco su bianco è il pregiudizio, è lo smascheramento del pregiudizio, della presunzione. Ed è anche spostamento della neve, mutamento locale della temperatura, neve fresca neve secca, neve con sole neve nella nebbia, striature di giallo, striature di blu, bianco che copre, bianco che scopre.

Bianco perché se c’è un segno è quello che ha resistito ed è rimasto: quindi bianco solo alla fine, dopo l’impasto. Ciò che resta è ciò che traspare dal bianco, che si vede lo stesso, che si vede nonostante. Bianco è ciò che resta dopo che il nuovo inizio è già cominciato: bianco non è mai bianco. L’ossessione del bianco della pubblicità: lavare tutti i peccati, il bianco che più bianco non si può perché può lavare anche l’anima di chi indossa il bianco per eccellenza … In realtà il bianco su bianco è solo presunto, il bianco su bianco dice che non si trattava di bianco ma di qualcosa che assomigliava già al grigio. E a me interessa proprio quel grigio scoperto, smascherato, imprevisto. Perché quel grigio viene dalla pesantezza di un bianco mai raggiunto ma solo presunto, appunto. Ma il bianco su bianco dice anche la relatività della conquista e della purezza. La relatività della posizione, della certezza. A questo movimento di smascheramento e di relativizzazione non ci sarà mai fine.(B. C.)

L’eco del fiume

febbraio 18, 2011

Attraverso la pittura parlo dei muri della città. Delle mie camminate a piedi, delle attraversate da pedone dei quartieri in tutte le stagioni. Ascolto i segni sui muri oltre a vederli, come se ancora fosse udibile il rimuginare che li ha creati. Suoni di pensieri incontrollati che sono tanto di coloro che hanno graffiato i muri quanto di coloro che hanno osservato quelle scritte, si sono indignati o hanno ammirato quei graffi. Ma soprattutto dell’incontro tra quei segni e la materia composita di cui son fatti i muri. E il tempo che tutte queste cose amalgama. Le nuove tecnologie non incidono su questi aspetti del paesaggio e su questo tipo di detriti: certo, i temi sono di oggi e anche i materiali che si stratificano su muri che però è come se fossero quelli di sempre: si, il muro, la facciata, la parete è come se portassero con sé una lentezza che per strada non c’è. Non sono propriamente immobili, mossi invece da questo mutare continuo del loro aspetto di pagine già scritte. Ma appunto sono ancora e di nuovo e continuamente riscritte queste pagine crepate. La strada scorre come un fiume di detriti, un fiume che frana, una valanga, un fiume di fango …L’argine resta raccogliendo l’eco del fiume.

Biagio Cepollaro

Matias Guerra, Piombo fuso, Atto II, La Camera verde

febbraio 9, 2011

Sabato 12 febbraio 2011

Ore 18.00 inaugurazione mostra di pittura e presentazione del libro

PIOMBO FUSO

Atto II

di

Matias Guerra

Secondo atto di un lavoro che Matias Guerra, porta avanti da diversi anni. Opere che misurano non

solo la forma ma anche il contesto dove esse vogliono agire. Un luogo pittorico, quello che Guerra

costruisce, attraverso un intenso processo della mente, dove l’atto politico è intrinseco all’idea

espressa. Segno e pittura si strappano e si concentrano in linee che portano alla deriva il colore. Non

un muro, ma un rifugio, dopo l’esplosione.

Gians

La mostra si può visitare tutti i giorni, esclusi i lunedì, dal 12 febbraio all’11 marzo 2011

Dalle ore 17.00 alle ore 21.00 (la mattina per appuntamento).

Centro Culturale

LA CAMERA VERDE

Via Giovanni Miani n.20, 20°, 20b -00154 Roma- 3405263877

info@lacameraverde.com www.lacameraverde.com



Matias Guerra Piombo fuso Atto II

Matias Guerra Piombo fuso Atto II

Biagio Cepollaro, La materia delle parole. Inaugurazione il 20 gennaio 2011,ore 18.30, Galleria Ostrakon,via Pastrengo 15, Milano

gennaio 9, 2011

catalogo della mostra

Catalogo della mostra di Biagio Cepollaro,La materia delle parole, Galleria Ostrakon, 2011

Biagio Cepollaro, Inaugurazione della mostra La materia delle parole, 20 gennaio- 5 febbraio 2011, ore 18.30.

Galleria Ostrakon, via Pastrengo 15, Milano.

Catalogo introdotto da Elisabetta Longari.

Dal Catalogo:

Elisabetta Longari

La ritmica di Biagio Cepollaro

Se la poesia è principalmente questione di ritmo, anche per lo sguardo, come tra i primi ha indicato Mallarmé, allora questa pittura di Cepollaro non è che la forma che la sua poesia ha assunto attualmente.Sulle superfici galleggiano isole di testo come fogli o timbri, mentre “viaggiano” parole ridotte a tracce di energia di un corpo che respira sente scrive; ma sono soprattutto le pause che ne scandiscono il senso come il montaggio in un film. La poesia, la scrittura e le parole, allontanatesi dal problema del significato, portano nel corpo di ciò che costituzionalmente sono (e che la semiotica ci ha insegnato a designare come significante) una meteorologia irta di aperture e collassi.I colori svolgono comunque una parte considerevole, sprigionando effetti stranianti: anche se vicini ai primari, sono colori “scomodi”, non pacificati, a volte perfino sulla soglia dello stridore. Figli di un evidente tramestio cui Cepollaro sottopone i materiali più vari.Rosso, nero e giallo-oro evocano sigilli e ceralacche, mentre i formati a volte richiamano il rotolo orientale, senza però mai portare un senso di precarietà e leggerezza; anzi i lavori presentano una durezza un po’ ostica, un effetto pietrificato, come tavole scritte in un enigmatico linguaggio di cui si è perdutala memoria. Niente stele di Rosetta, solamente si susseguono strati su strati, e le parole indistinte formano un brusio sommesso. Suoni. Voci. Timbri. Toni. Non è questa poesia?

I titoli, brevi, hanno per lo più a che vedere con la scrittura e con la letteratura (si veda il recente ciclo La cognizione del dolore, ispirato a Gadda); altrimenti spesso coincidono, o semplicemente incominciano, con un verbo all’infinito (ad esempio Incombere, Squadernare, Redimere il nero). I titoli dei dipinti di Cepollaro contengono quindi a volte l’idea di un’azione che ne sottolinea il valore fenomenologico; però invece sempre portano un’ombra, un rischio.‘Le opere d’arte sono sempre il frutto dell’essere stati in pericolo‘, scriveva Rilke, che se non erro era un poeta…

Biagio Cepollaro,Trittico di novembre,2010

Biagio Cepollaro,Trittico di novembre,2010.Tecnica mista su tre tele, cm 100 x 210.

 
 
Biagio Cepollaro: a proposito della mostra  La materia delle parole

 

Avendo scritto poesie per trent’anni ho considerato le parole soprattutto come delle sonde per l’esplorazione del senso. Il suono, l’immagine che nella mente scorre, la disposizione grafica sulla pagina: il gioco della poesia si svolge nel continuo rimando tra immagine, suono e senso. Ma cosa accade quando è proprio la materia della parola a presentarsi in primo piano, nell’oblio del significato, nella sparizione del suono? La parola che s’incarna nella materia è diventata già una traccia di un pensiero: i suoi contorni non appartengono più all’invisibilità delle idee ma al sensibile delle materie. La parola diventa cosa tra cose, un pezzo di muro e di mondo, una superficie rugosa iscritta. Queste tracce concrete del pensiero sono come voci semisepolte nelle cose. Sono le parole guardate da fuori, senza la complicità del senso. Così ho costruito i miei fondi con le tempere all’uovo: fabbricarsi i colori è come inventare una propria grammatica. E poi, con questo bagaglio di memoria, ho provato ad incontrare le materie della città ho provato a piegarle a questo mio disegno: il cemento sulla tela, come l’intonaco minerale, come il catrame o il gesso. Il mordente per legno l’ho utilizzato come inchiostro. Sopra e dentro queste superfici graffiate ho fatto serpeggiare e restare i frammenti di versi che in quello stesso momento stavano venendo alla luce, nel dialogo col fondo e con la sua resistenza. 

 

 

Tullia Panconi: una mail per la mostra in preparazione ‘La materia delle parole’

gennaio 5, 2011

Caro Biagio, pensando alle tue opere pittoriche sono emerse alcune frasi che ti invio:

‘Vita graffiante, ovunque, intorno a lui, ogni materia è per lui possibilità di un respiro ancora, di un giorno in più, di un giorno con più senso e cuore, una tessera di mosaico di se stesso portata alla luce, una riscoperta,uno spazio dell’anima, anche solo in un solco

Una necessità di espressione che lo circonda,lo possiede e lo rinnova

 Graffia vita, pensieri, emozioni di cui è importante il senso più che la parola, il sapore più che il ricordo netto

 Dall’esercizio all’indelebile’

Tullia Panconi

 

Biagio Cepollaro, Reading all’Accademia di Brera 17 dicembre 2010, ore 14.30

dicembre 11, 2010
Biagio Cepollaro a Brera, Locandina

Biagio Cepollaro a Brera, Locandina

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA

DIPARTIMENTO ARTI VISIVE

SCUOLA DI GRAFICA D’ARTE

da verso

letture e interazioni fra poesia e arti visive

reading di Biagio Cepollaro

a cura di Italo Testa

venerdì 17 dicembre 2010

ore 14.30

Accademia di Brera, aula 25

cordinamento Margherita Labbe, Anna Mariani e Italo Testa

info: margheritalabbe@ababrera.it

Emanuele Magri, Oracoli corporali. Il corpo e la parola in forma di rebus

dicembre 7, 2010

Biagio Cepollaro, Lingua-3, 2010

novembre 7, 2010
Biagio Cepollaro, Lingua-3,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-3,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-3,2010
Dipinto su mdf, cm 40 x 150.
Tecnica mista.

Biagio Cepollaro, La Cognizione del dolore, La Camera verde, 2010. Inaugurazione 16 ottobre 2010

ottobre 9, 2010

 

Biagio Cepollaro, La Cognizione del dolore (Otto tele per Gadda).

Video Catalogo.Inaugurazione della mostra e presentazione del libro.

La Camera verde Edizioni.16 ottobre 2010

E’ una lettura-riscrittura riflessiva sui temi de La Cognizione del dolore di Gadda che accompagna la realizzazione di otto tele sullo stesso tema con l’utilizzo di varie tecniche. La Camera verde Editore ha realizzato un libro nel 2010 con tutte le immagini e con il testo integrale, articolato in ventuno lasse. Il libro appartiene alla collana Calliope. 

lacameraverde@tiscalinet.it  Cell. 340 5263877

 La Camera verde, via Miani 20, Roma

Su alfabeta2: Amleto dopo Wittgenstein, la poesia letta

luglio 29, 2010

Su alfabeta2, il mio contributo dal titolo Amleto dopo Wittgenstein: la poesia letta a La scoperta della poesia (Metauro Ed 2008) a cura di Massimo Rizzante e Carla Gubert.

Su Alfabeta2: Ognuno da dove si trova (micro-editoriali da Poesia da fare, 2005-2007)

luglio 22, 2010

Su Alfabeta2 Ognuno da dove si trova.

Tra il 2005 e il 2007 ho pubblicato una rivista di poesia on line in pdf, Poesia da fare, omonima del mio blog : ventotto numeri agilissimi, due autori, un’immagine e un editoriale breve ed assolutamente slegato da qualsiasi riferimento ai contenuti della rivista.

Posto in Ognuno da dove si trova un certo numero di questi micro-editoriali.

Seconda parte dei Blogpensieri su Alfabeta2

luglio 15, 2010

Su Alfabeta2 la seconda parte dei Blogpensieri: ‘Non è solo questione di poesia’.

E’ nata la nuova Alfabeta, il 10 luglio in edicola e on line. Biagio Cepollaro, L’elastico al punto zero

luglio 8, 2010


La nuova Alfabeta in edicola dal 10 luglio: Alfabeta2

Dedico questa bella notizia alla memoria di Gianni Sassi che fu l’art director- e quel qualcosa di più di non riproducibile- della storica Alfabeta.

Biagio Cepollaro

http://www.alfabeta2.it/2010/07/08/lelastico-al-punto-zero-si-dovesse-ripartire/

Biagio Cepollaro, Lingua-2, 2010

giugno 22, 2010
Biagio Cepollaro, Lingua-2,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-2,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-2,2010
Dipinto su mdf, cm 40 x 150.
Tecnica mista.

Biagio Cepollaro, Lingua-1, 2010

giugno 16, 2010

Biagio Cepollaro, Lingua-1,2010

Biagio Cepollaro, Lingua-1,2010


Biagio Cepollaro, Lingua-1,2010
Dipinto su mdf, cm 40 x 150.
Tecnica mista.


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